HomeTurismoDal “Ponte sul Parecchia” ai “2 secoli di storia”: la folle Rimini di “Open to meraviglia”

Dal “Ponte sul Parecchia” ai “2 secoli di storia”: la folle Rimini di “Open to meraviglia”


26 Aprile 2023 / Stefano Cicchetti

Lo sapevate che “la più grande discoteca di Rimini è la Baia Imperiale”? E avete mai visitato “il ponte di Tiberio sul Parecchia”? Queste ed altre perle impreziosiscono le informazioni su Rimini fornite dal sito Italia.it a cura del Ministero del Turismo, che ha già conquistato le prime pagine grazie alla campagna “Open to meraviglia”.

Fra foto datate, malamente ritoccate o del tutto inappropriate, viene fra l’altro raccomandata “una gita in uno dei tanti parchi di divertimento nelle vicinanze come Mirabilandia o lo zoo safari” cioè nel ravennate, con buona pace di Italia in Miniatura e Fiabilandia, per non parlare di Aquafan, Oltremare e Le Navi di Cattolica.

La creatura di Rambaldi a Viserba Monte viene però ampiamente risarcita, visto che fra “i luoghi da non perdere”
Italia in Miniatura viene prima di Tempio Malatestiano, Arco, anfiteatro e Castel Sismondo. E il Ponte “sul Parecchia”? Beh, quello si può anche perdere.

“Oltre 2 secoli ricchi di storia hanno lasciato tracce indelebili nel centro di Rimini”, dove S. Agostino diventa “basilica” e “in pochi passi si spazia dall’antica Roma ai fasti del Rinascimento e al fascino delle atmosfere felliniane”. E avanti così nei 18 articoli dedicati a Rimini, in un crescendo di strafalcioni e banalità: la Biblioteca Gambalunga classificata fra “i luoghi insoliti”, menzione per la “Chiesa di San Girolamo, completata nel 1971” e nulla per le altre appena più antiche (perfino oltre i “2 secoli”) del centro storico come San Giuliano e San Giovanni, i Servi o il Suffragio. Silenzio su Giotto e Vasari, la Domus del Chirurgo è il titolo dell’articolo che in realtà parla del Museo e nel quale si può venire a sapere anche dei pittori del Trecento. Il quale Museo merita anche un secondo capitolo, dove però si descrive solo l’edificio e non quanto contiene. Cinema Fulgor e PART, chiedere altrove.

E meno male che a tavola ci si può accontentare: “Altro caposaldo è la pasta all’uovo, dalle tagliatelle al ragù agli strozzapreti conditi con salsiccia e piselli” e pazienza se negli strozzapreti l’uovo non ci va. “Il coniglio in porchetta è un must per gli amanti della carne, presente in tutti i ristoranti di Rimini in tante varianti”. “Se amate i dolci dovete provare il bracciatello, un tipico prodotto da forno accompagnato da crema pasticcera e il Bustrengo, torta densa e umida con frutta secca, miele e uvetta”. 

Sei gli eventi consigliati: MotoGP, Riminicomix, Mare di Libri, Riminiwellness, TTG e Superbike. La Notte Rosa c’è, ma inserita nel capitolo “Eventi in Emilia Romagna: un’occasione da non perdere”. Oblio totale invece per la Sagra musicale malatestiana. Nel caos di schede o troppo brevi o troppo lunghe, quella sul Teatro Galli oltrepassa l’ermetismo più estremo grazie a un’interpolazione inspiegabile se non con un maldestro copia-incolla: “Il Tempio Malatestiano di Leon Battista Alberti, ispiratosi ai concetti dell’architettura classica, si trattava di una monumentale composizione grazie al richiamo morfologico dei fronti principali del teatro, i quali sono caratterizzati da archi e piedritti”. 

Il tutto “finanziato dall’Unione Europea” e a cura, oltre che del Ministero guidato da Daniela Santanchè, di “Italia Domani, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” ed Enit.