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Daniele Baldelli, il DJ senza età: da Cattolica a New York a Sidney

La musica non ha età, ma anche il divertimento. Se parliamo di buona musica e sano divertimento dobbiamo citare per forza Daniele Baldelli, 64 anni (ma solo all’anagrafe), famoso Dj di Cattolica e non solo, con più di quarant’anni di carriera alle spalle. Quando ancora il disc jockey non era considerato un lavoro ma solo un passatempo, in Daniele Baldelli cresceva il desiderio di diventare un grande in questo campo. Dalla Baia Imperiale (e prima Baia degli Angeli) di Gabicce fino a New York, sempre con cuffie, dischi e una consolle in valigia. Il talento e la passione hanno contraddistinto tutta la sua carriera che sembra non avere fine.

Daniele, quando hai cominciato a “mettere i dischi”?

Nel lontano 1969. Allora il nome DJ non esisteva e io ero solo quello che metteva i dischi appunto. Ho iniziato in un locale di Cattolica che si chiamava La Tana e lo facevo come lavoretto, per guadagnare qualche soldo. Naturalmente sono sempre stato un appassionato di musica, mi incuriosiva molto quello che stavo facendo e vedendo che mi riusciva abbastanza bene ho deciso di continuare su questa strada e così nel corso degli anni è diventato un vero lavoro”.

Quanto sono cambiate le discoteche in questi ultimi quarant’anni? Quanto è cambiato il modo di divertirsi?

E’ cambiato parecchio. Una volta c’erano molti più locali, a partire dagli anni ’70 intendo. A Cattolica c’erano moltissime discoteche, soprattutto sul mare. Poi i locali si sono spostati in collina e c’è stato un vero e proprio boom. In quegli anni nasceva la disco, poi c’è stata una grande evoluzione nel periodo tra gli ’80 e ’90, mentre negli ultimi anni abbiamo avuto una preoccupante inversione di tendenza. Molte storiche discoteche hanno chiuso i battenti, quelle che sono rimaste puntano principalmente sulla musica commerciale. Poi ci sono i Club che fanno una musica più di nicchia in cui, tra l’altro, mi chiamano a fare delle serate e che devo dire preferisco”.

Secondo te, i giovani di oggi hanno le capacità giuste per diventare dei bravi dj?

Oggi i ragazzi trovano tutto quello che gli serve su internet. Informazioni riguardo la musica e sulla strumentazione da usare, tutto insomma. Da un lato è più semplice, dall’altro, invece, non hanno più intenzione di fare la cosiddetta gavetta, insomma di imparare il mestiere. Secondo loro basta prendere un disco e farlo girare sul piatto e invece non è proprio così semplice. Naturalmente esistono parecchi giovani DJ di talento ma non tutti sanno bene dove mettere le mani. Per questo posso consigliargli di fare più esperienza possibile, crearsi un proprio stile e farlo conoscere agli altri”.

Dopo tanti anni, sei ancora entusiasta di questo lavoro?

Certo, mi diverto ancora molto. Ho ancora l’entusiasmo di quando ho iniziato e non ho intenzione di fermarmi qui. Faccio serate anche all’estero come New York fino a Sydney, dove ho suonato al Sydney Opera House, recentemente ho vinto anche la mia paura di volare. Per me non è ancora arrivato il tempo di appendere le cuffie e la consolle al chiodo, perché mi sento di aver ancora molto da dare in questo ambito”.

Quindi, continuerai a far ballare anche le prossime generazioni?

Sicuramente, perché il divertimento non ha età e far divertire la gente non è un lavoro ma una vera e propria missione.. almeno per me”.

Nicola Luccarelli

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