Daniele Ciavatti: “Elezioni comunali 2027 a Rimini? La campagna elettorale è già iniziata”
14 Maggio 2026 / Redazione
Nonostante il fatto che le elezioni comunali siano previste a Rimini nel primo semestre del 2027, la campagna elettorale è già iniziata. Un esempio lo abbiamo avuto nei giorni scorsi nella polemica fra centrodestra e centrosinistra inerente alla costruzione del casello autostradale per la fiera.
Si potrebbe pensare che, data l’importanza dell’investimento, sia naturale confrontarsi. Niente di tutto questo: entrambi gli schieramenti sono concordi sulla necessità dell’infrastruttura e sembrerebbe trattarsi piuttosto di una polemica a fini propagandistici ed elettorali. Lo dimostra il fatto che nessuno abbia manifestato dubbi su un aspetto evidente: se all’arrivo e al termine delle manifestazioni fieristiche il nuovo casello potrebbe anche assolvere al proprio compito, durante gli eventi i partecipanti dovranno comunque andare a mangiare, tornare in hotel o effettuare altri spostamenti, paralizzando il traffico proprio come succede ora.
A parte la considerazione che polemiche del genere qualificano chi le fa, quello che lascia perplessi è che nella nostra città sembri vigere un pensiero unico. Non sembra esistere una visione realmente alternativa a quella dell’attuale maggioranza. E questo non è l’unico caso in cui tale convergenza si manifesta.
Basti pensare ad alcuni esempi: la realizzazione del progetto immobiliare riguardante l’ex Questura; la creazione di nuovi parcheggi, anche attraverso l’acquisizione di alberghi dismessi e, se nessun privato ha ritenuto conveniente spendere centinaia di migliaia di euro per ricavare una decina di posti auto, evidentemente un motivo ci sarà; il potenziamento della fiera senza una politica efficace della mobilità che punti sul trasporto pubblico; l’ostilità verso le zone 30; il mancato interesse a rendere Rimini più vivibile, con meno traffico privato e una migliore qualità dell’aria; l’avversione al parco eolico offshore, dimostrando così una notevole miopia strategica.
Anche sul tema della sicurezza sembra prevalere una sostanziale unità di vedute: entrambi gli schieramenti puntano soprattutto sull’assunzione di nuovi agenti della polizia locale, all’interno di una visione prevalentemente securitaria che dimentica come la sicurezza si costruisca prima di tutto attraverso la prevenzione, l’integrazione delle persone ai margini della società e la garanzia dei diritti fondamentali, a partire da quello alla casa.
Nessuna idea di riforma emerge inoltre rispetto alla sostanziale inefficienza degli uffici comunali delegati alla programmazione del territorio. Rimini è una città altamente edificata e gli edifici sono, per la maggior parte, vecchi: sarebbe necessario proteggere il suolo applicando davvero il principio del consumo zero, previsto dalla legge regionale ma non recepito pienamente, anche qui con il consenso generale, e puntare invece su ristrutturazioni e demolizioni-ricostruzioni, oggi rese molto difficili da una burocrazia asfissiante e inefficiente.
L’inefficienza degli uffici tecnici finisce per favorire soltanto i grandi player immobiliari, gli unici che hanno le risorse legali e finanziarie per resistere ad anni di attesa, mentre il piccolo proprietario che vorrebbe rigenerare l’esistente spesso rinuncia per sfinimento.
Si crea inoltre una nebbia terminologica, fatta di parole come “resilienza”, “rigenerazione” e “transizione”, che spesso nasconde l’assenza di provvedimenti immediati e concreti, come ad esempio la semplificazione dei titoli edilizi per chi demolisce e ricostruisce senza consumo di suolo.
A questo proposito è illuminante il percorso del PUG: nella nostra città servono tempi lunghissimi, spesso diversi anni, per programmare il territorio, mentre il mondo intorno a noi corre. In questo senso, le discussioni interminabili promosse da forum deliberativi, fondazioni e altri organismi sembrano talvolta trasformarsi in una tattica per sfiancare il dissenso attraverso lunghi dibattiti che non portano a risultati concreti.
A seguito di queste considerazioni si sente la necessità di una formazione politica pienamente ancorata al centrosinistra ma con idee innovative, slegata da interessi corporativi, capace di realizzare quelle riforme necessarie per la città anche a costo di pestare i piedi a qualcuno. Una formazione che abbia come obiettivo quello di ridare centralità al Consiglio comunale, dove si entra con una propria proposta ma con l’onestà intellettuale di ascoltare e discutere con tutti, accettando le soluzioni che si dimostrano più giuste.
Una forza politica capace di tenere le porte aperte anche agli elettori del centrodestra e che faccia del confronto il perno della propria azione politica. Una forza che abbia come bussola l’interesse della collettività e non quello di singoli gruppi.
Attualmente non si vede nulla del genere all’orizzonte. Resta però la speranza che una realtà politica di questo tipo possa affacciarsi nel prossimo futuro. Dopo tutto, Rimini ha le competenze, le energie e le persone per fare politica in modo diverso e merita qualcosa di meglio dell’attuale livello del dibattito.
Daniele Ciavatti