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I dati del turismo nel frullatore della politica

La stagione turistica balneare si è conclusa da qualche giorno e puntuale inizia il dibattito su come è andata. Si sminuzzano gli incrementi percentuali, si guardano con preoccupazione i decrementi, si conteggiano le auto ai caselli autostradali, si verificano i fatturati delle aziende che riforniscono gli alberghi. Si mette tutto nel mixer della politica, degli esperti di marketing, degli amministratori locali e alla fine esce il risultato di come è andata. Ora in questa sede non ci interessa entrare nel merito di questo confronto. Siamo troppo modesti come preparazione per competere con analisti di comprovata esperienza.

Ci limitiamo a commentare un comunicato del sindaco di Rimini, nonché presidente di Destinazione Romagna, Andrea Gnassi, un comunicato del capogruppo della Lega a Rimini Marzio Pecci e il comunicato di Stefano Caldari assessore al turismo del comune di Riccione.

Scrive Gnassi:“Il territorio riminese, pur in questo contesto generale e dovendo fare i conti anche con la congiuntura del maltempo (a maggio 23 giorni di pioggia su 31 totali!), si registrano ancora segni più rispetto a una stagione 2018 molto buona, se non da record. In particolare questo dato vale per Rimini che, grazie soprattutto al suo crescente appeal sull’estero, si conferma città della vacanza 12 mesi all’anno, perché in grado di mettere assieme e armonizzare i diversi segmenti: dal balneare estivo, al fieristico/congressuale invernale e primaverile, fino alla ‘città d’arte’ e ai grandi eventi”. Tuttavia il sindaco di Rimini è consapevole delle difficoltà e chiude il suo commento:” Se si vuole mantenere la leadership bisogna lavorare, sia pubblico che privati, cercando di diventare sempre più mete esperienziali e uniche in grado di attrarre visitatori da ogni territorio e ogni Paese d’Europa. Lavorare su promozione della destinazione e sul prodotto, da rendere sempre più unico e attrattivo. E sano in ogni parte della filiera. L’esempio Rimini, e i suoi numeri statistici, dimostra che si può fare”.

A ruota arriva la nota del capogruppo della Lega in Consiglio Comunale Marzio Pecci. Giudizio netto: ”Questi numeri evidenziano il fallimento della politica turistica promossa dalla Regione e dal Comune di Rimini e continuare a trovare scuse per giustificarli significa “mettere la testa sotto la sabbia” e non assumersi le responsabilità. Le parole contano poco: occorre cambiare ed inventare un nuovo prodotto “rottamando” il vecchio. Regione e Comune di Rimini hanno dimostrato di non avere le capacità per rinnovare l’offerta turistica di Rimini. La Regione, lo sappiamo, ha a cuore le politiche di sviluppo per l’Emilia a scapito della Romagna ed al di là della notte rosa non sa andare, mentre il comune di Rimini, nonostante gli importanti investimenti nel recupero del patrimonio storico culturale (a proposito l’assessore alla cultura ha già pronto il progetto per il recupero dell’Anfiteatro?) non riesce a sviluppare una politica di promozione del turismo su cui ha “scommesso”. Comprendiamo il Sindaco che è più attento al turismo della Molo Street piuttosto che ai charter del turismo culturale, ma mi chiedo come si può, dopo aver speso decine di milioni di Euro per creare il prodotto turistico “storico-culturale”, rinunciare alla vendita di questo prodotto?Non possiamo più tollerare che il Sindaco di una città di importanza turistica mondiale rimanga “prono” e silente alle politiche turistiche fallimentari della regione. 

Passano pochi minuti ed arriva la nota dell’assessore del Comune di Riccione Stefano Caldari: ” Malgrado gli ottimi risultati di aprile e di Pasqua, il meteo inclemente e un anno con una congiuntura oggettivamente complicata, sia sul fronte interno che su quello internazionale, con la ripresa di alcuni mercati concorrenti, compongono un quadro complessivo per la riviera non esaltante, soprattutto in riferimento ad un 2018 eccezionale. I dati del periodo gennaio – agosto per Riccione registrano +0,1% negli arrivi e -0,3% per le presenze, in sostanziale continuità dunque con il buon anno precedente mentre lo zoom sul mese di agosto mostra un risultato positivo per gli arrivi con un +4,2% e una flessione nelle presenze con un -1,2%La fotografia degli arrivi autostradali al casello di Riccione fanno invece registrare per il periodo gennaio-agosto un +4,3% e per il periodo maggio-agosto un +2,4%, per tutti e due gli intervalli la miglior performance provinciale. Come ripeto ormai ad ogni report dell’Osservatorio statistico regionale, non ci appassiona il dibattito sul più uno e meno uno ma il nostro obiettivo è continuare a lavorare sulla qualità sia dell’offerta che del target da intercettare. Dai club di prodotto family e bike sono arrivati per esempio riscontri più che positivi così come dagli operatori che investono sull’innovazione e il valore del prodotto. Tutte le analisi pubblicate in questi mesi raccontano di una crisi generale del settore, con ombrelloni chiusi in piena estate dalla Versilia alla Sardegna alla Puglia, con picchi negativi a due cifre, come conferma il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca, che evidenzia “le difficoltà di leggere il quadro complessivo, con cifre discordanti anche nella stessa località”.

Commento finale

Il Comune di Riccione è governato da una coalizione di centrodestra, con un assessore che è anche deputata della Lega nonché operatrice turistica. Il commento di Caldari si guarda bene di attaccare la Regione e le politiche turistiche. Si potrebbe anche aggiungere che nei due Comuni governati dal centro destra da anni il turismo non va certo meglio. Anzi.

Il sindaco di Rimini raramente alza lo sguardo oltre i propri confini pur avendo responsabilità di area vasta, limitando in questo modo la coesione economica e culturale del turismo in Romagna.

Pecci si guarda bene di approfondire l’argomento e parla di fallimento delle politiche turistiche in un contesto nazionale di oggettiva difficoltà. Strumentalizzare per qualche voto in più non va mai bene, ma in questo caso si rischia la zappa sui piedi.

L’Arciunès

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