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Davide Frisoni: “Visto come ostacolo dai partiti, torno a dipingere”

E dopo qualche giorno arrivano anche le valutazioni di Davide Frisoni sul voto del 3/4 ottobre. Eletto consigliere comunale con Patto Civico nella scorsa legislatura, nella maggioranaza di centrosinistra che sosteneva Andrea Gnassi, l’artista l’aveva clamorosamente abbandanata esattamente un anno fa, rompendo con il sindaco soprattutto per la questione del nuovo arredo di piazza Malatesta. Era quindi passato all’opposizione assieme al centrodestra e si è candidato alle ultime elezioni con la lista “Frisoni per Ceccarelli”, ottenendo 1.062 voti pari all’1,72%. Frisoni è perciò rimasto fuori dal Consiglio comunale di Rimini.

“Sinceramente devo dire che non mi aspettavo questo livello di astensionismo – dice oggi Frisoni – questa scarsa partecipazione, che è scesa ulteriormente confronto al 2016, dove lo si presumeva per via del secondo mandato di un sindaco che tutto sommato aveva cavalcato bene i grandi temi. Cantiere PSBO, Metromare, Teatro Galli ecc…
In questi mesi abbiamo incontrato una città che al primo posto tra le richieste aveva messo l’ascolto, la sicurezza, lo sviluppo economico, il lavoro. Temi che l’ultima legislatura non ha voluto affrontare e sono stati i motivi che mi hanno visto uscire dalla maggioranza lo scorso anno, oltre a quelli culturali di cui ho già scritto.
Temi storicamente forti del centro destra. La sicurezza poi è stato il grande fallimento del centrosinistra come dichiarato da Gnassi e di cui ricadeva la responsabilità sul candidato sindaco Jamil che se ne doveva occupare come delegato assessore”.

Ma perchè allora la sconfitta? Primo: “Il ritardo nella scelta del candidato sindaco ha sicuramente inciso sulla credibilità di un centrodestra che non ha mai in questi anni condiviso percorsi e politiche, ognuno concentrato al piccolo successo personale che gli garantisse la foto sul giornale. Ma la gente, al contrario di quello che pensano i politici, lo nota e ne trae conclusioni, fino a scegliere di non votare. Oppure di affidare la città ancora “all’usato sicuro”. Come dire… meglio la minestra garantita tutti i giorni di una promessa di un piatto di tagliatelle, mentre senti litigare i cuochi in cucina. Ceccarelli da Bellaria è stata l’unica possibilità. Una persona fuori dai meccanismi rodati da settantacinque anni di democrazia sospesa (senza alternanza non si chiama democrazia). Un politico preparato, che è quello che serviva nell’immediato dopo Gnassi, pronto a far partire una nuova politica. La nostra lista ha aderito immediatamente alla proposta di Enzo Ceccarelli per questo motivo”.

Invece: “Noi avevamo iniziato un lavoro due anni fa, mettendo insieme persone che incontravamo man mano che il mio impegno politico aumentava. Imprenditori, associazioni, lavoratori indipendenti, ambulanti… Mondi che non dialogavano tra loro e che in un lavoro comune sui temi della città, hanno trovato la forza anche di metterci la faccia.
Per questo il nostro lavoro era sfociato in un programma che metteva al centro la “persona” come chiave di lettura della realtà, della città. Un programma che come obiettivo portava alla mia candidatura a sindaco, purché fosse condivisa dai partiti e altre liste. I partiti hanno visto in me solo un ostacolo per il fatto che ero stato sui banchi della maggioranza, seppur da civico, senza considerare minimamente l’esperienza di governo, il programma e la mia trasversalità. Un peccato originale imperdonabile, secondo la loro visione”.

E Frisoni sottolinea: “Non avendo sponsor che potessero finanziare una campagna elettorale, abbiamo cercato insieme alla Lega una alternativa”.

“La nostra lista secondo i vari sondaggi  – proseguendo nell’analisi – si sarebbe dovuta fermare allo 0,5- 0,7%. Siamo arrivati a 1,72%. Oltre mille riminesi ci hanno dato fiducia. Hanno considerato il nostro lavoro comune, un punto prezioso per la città. Ci siamo impegnati basandoci solo sulle nostre forze, senza chiedere favori e senza mai abbassare lo sguardo, nemmeno davanti a qualche insulto o velata minaccia. Siamo orgogliosi del nostro percorso anche perché lo abbiamo fatto liberamente. Siamo diventati amici e questo in politica vi assicuro che non è scontato”.

“Oggi piovono atti di stima da tutte le parti. Sia dai partiti che dai cittadini incontrati in questi anni.
In cuor mio speravo in un ricambio generazionale che permettesse alla politica riminese di fare un salto di qualità, un serio lavoro di opposizione costruttiva, lavoro che non ho mai visto fare in questi anni. In parte è avvenuto soprattutto nella Lega dove in consiglio siederanno De Sio, Marchei e Pari che insieme a Matteo Zoccarato, che stimo per il suo impegno di questi anni, sapranno sicuramente lavorare uniti. La novità dentro Fratelli d’Italia è rappresentata da Filippo Zilli a cui vanno i nostri complimenti e l’augurio di lavorare veramente come coalizione (oggi ha già fatto una dichiarazione in questo senso)”.

“La speranza è di trovare un punto di incontro anche con chi in minoranza non è proprio vicino politicamente. Mi riferisco ai rappresentanti della lista Lisi. Un dialogo è sempre possibile al di là dei temi divisivi. Se si sarà in grado di lavorare mettendo al centro la persona, il bene suo e quindi comune, allora sarà una politica che premierà, in primis la città e poi i politici che la realizzeranno. Sarò a disposizione di chiunque ritenga la mia esperienza importante per un percorso politico nuovo. E per chi si occuperà di cultura a Rimini. Ma adesso torno a dipingere per continuare a fare di questo mondo un luogo più bello, anche se è esattamente questo che mi aspetto dalla politica”, saluta Davide Frisoni, “Artista”.

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