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Noi della XIII, legionari di Ariminum

Il passato può rivivere? Ma certo. In Italia è un fiorire di associazioni culturali che si occupano di rievocare fedelmente gli avvenimenti della storia, dalle battaglie più celebri agli avvenimenti che hanno cambiato il mondo. E anche dalle nostre parti, di fatti del genere ne sono successi parecchi. Non meraviglia quindi che un gruppo che ha sede a Rimini, o meglio Ariminum, si sia fatta conoscere in tutta Italia e oltre. È la Legio XIII Gemina, ovvero la Tredicesima Legione Gemella, in omaggio a uno dei reparti militari romani più gloriosi, condotto da Giulio Cesare nelle sue campagne in Gallia e nelle guerre civili contro Pompeo. E soprattutto proprio quell’unica legione che al grido di Cesare “il dado è tratto!” ha oltrepassato il Rubicone, esattamente il 10 gennaio del 49 a.C.

Questa associazione culturale, capitanata dal presidente Denis Pasini, 41 anni, opera da diversi anni e con successo sul territorio italiano, riminese e non solo. Infatti, sono state molte anche le rievocazioni organizzate fuori dai confini italici.

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Pasini, che cos’è esattamente una rievocazione storica?

«La rievocazione storica consiste nel riproporre un particolare evento storico avvenuto in un luogo o in una data particolare, attraverso la riproposizione dei fatti accaduti per mezzo di riproduzioni storiche di equipaggiamenti, abbigliamenti, strutture e armi.Naturalmente ci sono moltissime possibilità. Ci sono eventi che ripropongono uno spaccato di vita quotidiana civile, eventi che ti propongono una particolare battaglia, oppure celebrano un personaggio storico famoso. La cosa che per noi è sempre stata più importante e quella di creare eventi che hanno una base storica solida e che sono supportati da fonti attendibili, in questo modo si riesce a dare rievocazione di qualità sia nell’evento storico riproposto che nelle riproduzioni degli equipaggiamenti. Infatti, la nostra associazione considera rievocazione storica anche ricreare degli oggetti e testarli sul campo nelle stesse condizioni in cui erano utilizzati nell’epoca.
In questo caso più che di rievocazione storica si parla di archeologia sperimentale ed esperienze dirette che viviamo sulla nostra pelle, ricreando il contesto storico attraverso marce in abito storico ed accampamenti in ambito rurale».

Da quanto tempo l’associazione culturale Legio XIII Gemina si occupa di questo tipo di eventi?

«L’associazione è arrivata al sesto anno di attività, in un crescendo sia di eventi che di esperienze anche all’estero. Esperienze queste che, poi, vengono da noi utilizzate e riproposte al pubblico nelle nostre didattiche. La scelta del nome e della legione di appartenenza è stata una delle cose più facili per noi essendo di Rimini. Al momento della costituzione dell’associazione ci siamo rifatti ai passi di Giulio Cesare nel “De bello civili” e di Svetonio dove, arringando le sue truppe nel foro di Rimini, le incitava seguirlo dopo aver varcato il Rubicone. La legione che era lì con lui ascoltava le sue parole era la Tredicesima. A questo punto, essendo noi riminesi, ci siamo immediatamente “arruolati” in questo reparto».

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Quante persone fanno parte della vostra associazione?

«Attualmente la nostra associazione è composta da circa 35 persone, sia uomini che donne, che possono portare avanti la propria passione sulla Roma antica, sviluppando sia tematiche militari che civili. La nostra Tredicesima infatti è nata da un nucleo di persone che hanno sviluppato, in primis, l’ambito militare con tutti gli equipaggiamenti, le armi e l’addestramento propri di un legionario romano. Oggi, oltre a questo, abbiamo un validissimo gruppo di soci che porta avanti anche la parte civile, rievocando quelli che sono gli antichi mestieri di Roma. Qualsiasi persona appassionato di storia antica che sia uomo o donna trova il giusto spazio all’interno della nostra associazione».

A che iniziative avete partecipato?

«Durante questi anni, e venendo da esperienze precedenti, abbiamo partecipato ed organizzato diverse tipologie di revocazione storica: da quelle prettamente didattiche che abbiamo avuto il piacere e l’onore di proporre qui a Rimini all’interno dell’Anfiteatro per quattro anni, a quelle più spettacolari, ma sempre in un luogo di interesse storico come l’Anfiteatro di Nîmes in Francia, oppure a quelle estremamente suggestive svolte  lungo il Vallo di Adriano fra ‘Inghilterra e Scozia».

Dove operate principalmente?

«In realtà operiamo a livello locale, Rimini e comuni vicini, dove abbiamo collaborato ad eventi sia didattici che culturali oppure più prettamente spettacolari. Abbiamo stabilito diverse collaborazioni con archeologi, musei, istituzioni ed abbiamo partecipato anche a progetti culturali a livello sovranazionale. A livello italiano collaboriamo con altre associazioni in eventi di grosso rilievo come ad esempio a Roma o ad Aquileia, mentre a livello europeo da diversi anni partecipiamo ad eventi e collaboriamo con enti come L’English Heritage».

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Quanti eventi organizzate all’anno?

«In genere ci manteniamo sulla media di circa dodici eventi all’anno, cercando di equilibrare il calendario in modo da non impegnare eccessivamente i nostri soci, in quanto la nostra è una passione e non un lavoro, e tutti noi dedichiamo il nostro tempo libero a coltivare questa attività».

Quali esperienze simili alla vostra esistono In Italia?

«In Italia esistono molte associazioni che rievocano diversi periodi storici. Molto spesso, come nel nostro caso, le scelte di tema ed epoca dipendono degli accadimenti che hanno segnato un determinato territorio. Per  esempio, le associazioni che rievocano la prima guerra mondiale si trovano soprattutto nell’area del Nord Est».

Qual è la parte più bella di quello che fate?

«La nostra è una grande passione per la storia, che ci piace condividere si manifesta attraverso quello che facciamo. La cosa più bella è quando vedi, soprattutto, i bambini che si interessano alla storia e si entusiasmano a quanto gli mostriamo. E vivono i personaggi e gli eventi del passato come se si trovassero dentro una loro avventura».

Nicola Luccarelli

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