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Rimini, fruttivendolo di Viserba spacciava droga a chili

E’ iniziata all’alba di lunedì l’Operazione Frutta Market condotta dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale CC di Rimini e terminata nell’emissione di ordinanze di custodia cautelare per spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti nei confronti di sei soggetti.

Tutto è partito nel 2016, a Trento, dopo che i militari hanno messo le manette a tre pusher, di cui una coppia e un altro individuo particolarmente esperto del settore che portavano avanti una vasta attività di spaccio tra la città del Trentino e il riminese. Durante la perquisizione nelle rispettive abitazioni gli inquirenti dell’Arma hanno rinvenuto anche un foglio di carta con segnati diversi numeri telefonici, molti dei quali accompagnati dal sostantivo ‘frutta’. Una stranezza che ha messo sull’attenti i carabinieri, che hanno dato il via a una serie di indagini attraverso le quali sono arrivati a un market di frutta e verdura ubicato a Viserba.

Incrociando i dati, gli investigatori sono riusciti infatti a individuare chi si nascondeva dietro quel termine: una giovane ucraina, A. C., classe ’94, e il compagno albanese, classe ’79, i quali gestivano (non a caso) un negozio di ortofrutta a Viserba, frazione di Rimini. Lui era uno dei ‘boss’ del gruppo. Dall’esercizio commerciale faceva partire chili e chili di droga che distribuiva ai suoi ‘colleghi’. Dal suo nome gli investigatori sono arrivati a individuare anche altri professionisti membri della banda: C.E, albanese, classe ’77, D. D, siciliano, classe ’79, G. D., residente a Cervia, ’78, e C. G., domiciliato a Cesenatico, classe ’71. Un residente a San Mauro Pascoli, sempre facente parte del giro, è stato tratto in arresto in Spagna dopo essere stato trovato con 1,1 kg di cocaina, 9 kg di marijuana e 93 grammi di hashish. Droga che sarebbe dovuta passare dalla Francia e poi arrivare nella piazze di spaccio del riminese.

Le investigazioni hanno consentito di documentare, mediante riscontri oggettivi e intercettazioni telefoniche, circa 2000 cessioni di droga nell’arco di nove mesi corrispondenti a un giro di affari di oltre un milione di euro.

Epilogo: i carabinieri hanno seguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dei sei uomini coinvolti nell’attività di spaccio. Per la donna, invece, è stata eseguita una misura di custodia cautelare dell’obbligo di dimora e dell’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria.

Il Comune di Rimini ci tiene a ringraziare le forze dell’ordine per l’ottimo lavoro svolto. «Vogliamo fare un plauso e un sincero ringraziamento ai Carabinieri del Nucleo Investigativo del comando provinciale di Rimini per l’importante operazione portata a termine oggi e che ha consentito di smantellare una complessa organizzazione di spaccio di droga attiva in Riviera. Il traffico di sostanze stupefacenti è una piaga enorme, uno dei fenomeni criminali più complessi da sradicare perché capillare e capace, come in questo caso, di diramarsi attraverso reti internazionali. Un grazie quindi ai militari dell’Arma per l’impegno costante su questo delicato fronte».

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