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Divario digitale, 500 pc consegnati dal Comune di Rimini alle famiglie

Ridurre il digital divide, a scuola e in classe. Un obbiettivo ambizioso a cui il Comune di Rimini ha iniziato a lavorare già nel corso della prima pandemia e che sta tuttora proseguendo. Il binario è doppio, da una parte abbiamo consegnato alle famiglie più in difficoltà circa 500 tra pc, tablet  e connessioni (gli ultimi proprio lunedì) e, dall’altro, abbiamo dato un importante contributo alla dotazione tecnologica degli istituti scolastici. L’ultima novità è il felice esito di una richiesta inviata dall’assessorato ai servizi educativi del Comune alla Regione Emilia-Romagna, per poter entrare in un programma di distribuzione di pc  e materiale informatico rigenerato. Saranno così 50 i pc in arrivo per le scuole riminesi nelle prossime settimane. Una volta assemblato il materiale saranno ridistribuiti alle scuole che ne hanno bisogno, a partire dalla Borgese e dalla Ronci, vittime del recente furto.

Abbiamo già contatto – spiega Mattia Morolli, assessore ai servizi educativi del Comune di Rimini –  le direttrici didattiche di Borgese e Ronci. GrazieC ai finanziamenti già ottenuti dal governo sulla dotazione informatica, saranno loro ad anticipare l’acquisto dei pc rubati. Grazie al nuovo arrivo di 50 pc saremo poi noi a sostituire i loro, che potranno così riutilizzarli per potenziare la didattica integrata con le famiglie.  L’obbiettivo generale è quello di permettere a tutti, a prescindere dalle loro condizioni economiche, di poter seguire i programmi didattici online, a contrasto del digital divide. Una consapevolezza nata durante l’eccezionalità del lockdown, con la didattica a distanza, ma che oggi è diventata ormai bagaglio comune a scuole e famiglie. L’obbiettivo immediato era invece quello di dare una risposta immediata alle scuole colpite dal recente, ignobile, furto subito. Grazie ai nostri uffici, alle direttrici scolastiche e alle famiglie  con cui stiamo collaborando per questo importante passaggio che non è solo tecnologico ma anche didattico, sociale e culturale”.

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