Home > Cronaca > Riccione, dodicenne incinta: il 23enne ammette rapporti “ma siamo innamorati”

Riccione, dodicenne incinta: il 23enne ammette rapporti “ma siamo innamorati”

È stato convalidato questa mattina l’arresto del ventitreenne di origine peruviana fermato con l’accusa di aver violentato una lontana parente  dodicenne rimasta incinta di lui all’inizio del lockdown in primavera. Il giovane è indagato anche di violenze ai danni di un’altra familiare dodicenne ed è stato interrogato questa mattina a Firenze dal gip di turno mentre nei prossimi giorni il caso verrà trasferito alla Procura di Rimini, dove i Carabinieri hanno svolto le indagini coordinati dal pm Davide Ercolani.

Nel corso dell’interrogatorio a cui ha assistito in videoconferenza l’avvocato difensore Enrico Graziosi il ragazzo non ha fatto scena muta. Per prima cosa ha respinto ogni accusa a suo carico a proposito delle violenze ai danni della coetanea dodicenne della ragazzina rimasta incinta. Ha invece parlato di “un sentimento amoroso corrisposto” per quel che riguarda la vicenda che vede coinvolta la ragazzina che il 4 novembre era stata visitata da pediatri e medici dell’Ospedale, che avevano accertato che il suo gonfiore addominale altro non era se non l’evidenza di una gravidanza che andava avanti da ben 8 mesi.

La gravidanza non era cercata”, ha spiegato a gran voce l’indagato di fronte al giudice per le indagini preliminari. Una difesa ovviamente insufficiente per l’addebito di cui è accusato.

Il giovane era stato arrestato due giorni fa nel quartiere Rifredi di Firenze. Qui si era rifugiato da una sua parente ma era stato in pochi giorni smascherato dai Carabinieri di Riccione e i militari di Firenze che lo hanno ammanettato. Non è chiaro se scappasse dalle Forze dell’Ordine che erano sulle sue tracce, oppure per timore di una rappresaglia dei familiari della ragazzina, o forse addirittura per entrambi i motivi. I genitori di lei, entrambi 26enni, si sarebbero rivolti a lui con toni minacciosi. E l’avvocato Enrico Graziosi ha depositato un messaggio audio inviato su Whatapp, in cui si sentirebbe il padre minacciare di morte il ventitreenne.

Il legale difensore ha poi depositato alcuni messaggi inviati al suo assistito tramite whatsapp dall’altra ragazzina presunta vittima dei suoi abusi in cui la ragazza gli confiderebbe che alcuni familiari l’avrebbero costretta a mentire accusandolo di violenza. Intanto  il giovane è ora rinchiuso nel carcere del capoluogo toscano. L’avvocato ha ribadito l’insussistenza del pericolo di fuga ma non ha chiesto misure alternative. Il caso, nei prossimi giorni passerà di competenza alla Procura di Rimini.

Per la cronaca il ragazzo era stato espulso lo scorso 17 giugno del Prefetto di Rimini perchè irregolare sul territorio.

Scroll Up