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Iniziato il fermo pesca: “Ma ci aveva già bloccato il lockdown”

Dal 31 luglio è iniziato il fermo di pesca in Adriatico da Trieste ad Ancona; durerà fino al 6 di settembre. Dal 17 agosto fino al 15 settembre resteranno poi in porto le marinerie  da San Benedetto del Tronto fino a Termoli, in Abruzzo.

E come tutti gli anni tornano le polemiche, con molti pescatori a sostenere l’inutilità del provvedimento. E atri che hanno chiesto di soprassedere almeno quest’anno, data l’emergenza covid che aveva già fermato la pesca durante il lockdown.

Il blocco riguarda migliaia di marinai e centinaia di imprese che devono essere risarciti per il fermo forzato. Ma i rimborsi sono sempre arrivati solo dopo lunghissime attese: c’è chi aspetta ancora quelli del 2018. Di qui la richiesta di affidare le procedure alla Regioni.

Ma ci sono differenze di vedute anche fra gli stessi pescatori: Lega Coop Marche per esempio aveva chiesto di fermarsi a fine agosto, ma poi ha prevalso il periodo preferito da marinerie di altre regioni.

Il “fermo biologico” dovrebbe servire per far “rifiatare” il mare, permettendo alle creature marine di riprodursi in pace almeno per un certo periodo. Ma c’è chi contesta anche questo argomento: pesci e molluschi, infatti hanno periodi di riproduzione differenti a seconda delle specie.

D’altra parte i mercati non resteranno del tutto sforniti: resta consentita la pesca delle piccole imbarcazioni, mentre potranno arrivare i prodotti freschi, e relativamente tali, delle marinerie ancora attive.

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