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Draghi gela lo Sputnik: “Forse non avrà mai l’approvazione dell’Ema”

“Il vaccino russo Sputnik non è ancora riuscito ad ottenere, e forse non avrà mai l’approvazione dell’Ema e il vaccino cinese – che non aveva mai fatto domanda e che comunque Ema non ha mai approvato – mostra di non essere adeguato, si veda l’esperienza in Cile, ad affrontare l’epidemia”. Come al solito Mario Draghi parla chiaro e le sue dichiarazioni al termine del vertice del Consiglio europeo stanno facendo il giro del mondo.

Del vaccino cinese dunque nemmeno parlarne, mentre per lo Sputnik, utilizzato fra gli altri da San Marino, si tratta di un’autentica doccia gelata. I singoli paesi europei possono accettare ingressi di vaccinati col siero russo senza imporre la quarantena; lo ha fatto la Grecia, ma l’Italia ancora no.

Draghi ha anche comunque affermato che “occorre un rinforzo e forse una riforma anche dell’Ema”. E’ presto per dire come “però ho sollevato io stesso il tema e c’è stata una certa convergenza. E’ un aspetto complesso ma certamente nell’ultimo anno abbiamo visto una certa difformità di pronunciamenti tra Ema e le autorità nazionali, esitazioni – certamente anche dovute al fatto che tutti apprendevamo in corso d’opera – però si è vista una notevole confusione”.

Ma soprattutto ha avvertito: “La pandemia non è finita, non se siamo ancora fuori, va ancora affrontata con determinazione, attenzione e vigilanza. Lo vediamo dal Regno Unito che qualche settimana fa aveva i casi attuali della Francia e oggi 20 volte tanto”.

“Teniamo alta la pressione sui tamponi, continuiamo a farli – ha esortato il presidente del Consiglio – è molto importante per individuare con prontezza lo sviluppo di nuove varianti e contagi”. 

Quanto alla variante Delta, “serve continuare con determinazione la campagna vaccinale, continuare e aumentare i tamponi, aumentare il sequenziamento. Sequenziamo molto di più perché abbiamo visto che molti paesi lo fanno molto più di noi”. “La variante Delta – ha osservato Draghi – sta creando incertezza anche sulla ripresa economica” in Gran Bretagna. “A settembre non vogliamo trovarci nella stessa situazione dello scorso anno. In un anno avremo pure imparato qualcosa”,

Sul Recovery, “il Pnrr più le politiche fiscali nazionali faranno aumentare la crescita e la porteranno a un tasso più alto di prima della pandemia”.L’argomento per mantenere una politica fiscale espansiva focalizzata sempre più sugli investimenti, in particolare quelli che faranno la nostra società diversa, è che bisogna mirare alla crescita, a tassi più alti di quelli pre-pandemia”. Decisiva la qualità degli investimenti: “Se sono ben fatti produrranno un aumento della produttività, quindi un tasso di crescita più alto che diminuirà la pressione del debito italiano”.

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