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Duemila ucraini a Rimini: “I Cas non potranno ospitarli tutti”

Al momento sono 691 i tamponi effettuati e 40 i positivi al covid riscontrati, pari al 5,78%, mentre sono 678 i tesserini Stp rilasciati. Sono i primi dati sui circa duemila rifugiati ucraini giunti finora nella provincia di Rimini, sugli oltre 11mila in Emilia Romagna. Sono in nettissima prevalenza donne e minorenni, gli unici maschi sono anziani.

Oggi il Prefetto di Rimini ha tenuto un nuovo tavolo di confronto e aggiornamento sull’accoglienza dei profughi. Il dott. Forlenza ha ribadito “la necessità di registrare le persone accolte non solo allo scopo di conoscere la consistenza delle presenze sul territorio, ma anche per assolvere tutti quelli che sono gli obblighi legati ai profili sanitari e a quelli scolastici, per i quali vi è l’esigenza immediata di acquisire sia il dato anagrafico che un contatto telefonico di riferimento e il luogo preciso di accoglienza, ivi compresi gli eventuali spostamenti”.

Rinnova, pertanto, l’appello ai Comuni, “che hanno contezza delle presenze nell’ambito territoriale di competenza, di favorire una tempestiva e immediata registrazione di tutti, avvalendosi anche del prezioso apporto delle Polizie Municipali che contribuiscono a fornire il dato ai Carabinieri o, per il Comune capoluogo, alla Polizia di Stato”.

Al riguardo, il Questore ha precisato che “almeno i due terzi delle persone registrate non hanno attivato la richiesta di richiedente asilo, attesa l’aspirazione a rientrare nel proprio Paese non appena le condizioni lo consentano”.

Il Prefetto ha, quindi, nuovamente evidenziato che i canali ordinari attraverso i quali l’accoglienza viene finanziata da risorse pubbliche sono:

• i centri di accoglienza straordinaria (CAS), con ampliamento delle possibilità per le associazioni che a suo tempo sono risultate essere aggiudicatarie del bando pubblico per la gestione dei migranti;
• il sistema di accoglienza e integrazione (SAI) finanziato dallo Stato e gestito dai Comuni che vi aderiscono o intendono farlo.
• la stipula di una Convenzione tra Prefettura e Comune per una diretta gestione dei profughi anche attraverso le associazioni o i privati, ai sensi dell’art.15 della Legge 241/90 (schema pubblicato sul sito della Prefettura).

Su quest’ultimo punto, in particolare, il Prefetto ha rinnovato l’invito agli Enti Locali a stipulare la convenzione “perché la rete dei Cas, per la quale la Prefettura sta compiendo ogni possibile sforzo per reperire posti disponibili, non potrà certamente soddisfare le richieste che verosimilmente cresceranno in maniera esponenziale”.

L’auspicio, peraltro, è che anche per l’accoglienza attualmente svolta in gran parte presso nuclei familiari, “questi ultimi possano trovare sostegno attraverso un apposito provvedimento normativo”. Sono circa 5mila i cittadini ucraini che abitano in provincia di Rimini.

Il Prefetto ha poi decisamente sottolineato che la Prefettura “non ha per nessun motivo rapporti diretti con le strutture ricettive e alberghiere”. Ed ha spiegato che se l’albergo è impiegato come struttura di un Cas, il rapporto avviene con l’associazione o la cooperativa aggiudicataria del bando pubblico che gestisce il centro di accoglienza straordinaria;
se l’albergo aderisce ad una delle associazioni di categoria convenzionate “nell’ambito dell’accordo quadro previsto con Decreto n.25 del 9 marzo scorso a firma del Presidente della Regione Emilia Romagna”,  farà riferimento all’associazione che ha sottoscritto o, comunque, alle competenti articolazioni regionali.

Qualunque sia la linea di partecipazione rientrante esclusivamente nel sistema di accoglienza riportato, per il quale è stato previsto uno specifico stanziamento di risorse pubbliche, sì è ribadito che viene eseguita una verifica dei requisiti da parte del Corpo dei Vigili del Fuoco e dell’Azienda Sanitaria Locale.

Sul fronte scolastico, che fin qui registra procedure di accoglienza per 25 studenti di scuole di diverso ordine e grado e per 20 bambini per l’inserimento scolastico, il rappresentante dell’Ambito territoriale dell’Ufficio Scolastico Regionale ha comunicato che al momento non vi sono particolari criticità e che, insieme al Comune di Rimini, si sta progettando la possibilità di organizzare specifici “centri estivi” nell’ambito dei quali effettuare anche attività di natura didattica.

Il Prefetto sottolinea, comunque, che “ai fini dell’iscrizione scolastica risultano essere obbligatori sia la registrazione comunicata dalla Questura che il consenso dell’Ausl in relazione alle vaccinazioni (tra le quali quelle di contrasto al morbillo e alla tubercolosi non obbligatorie in Ucraina)”.
Ove richiesto, è attivo anche il supporto psicologico per i bambini.

Per chiedere informazioni correlate ai servizi sanitari erogati sul versante dei profughi provenienti dall’Ucraina ci sono:
– un indirizzo e-mail attivo su tutto il territorio della Romagna: emergenza.ucraina@auslromagna.it
– il numero telefonico 0541/707385, attivo per tutto il territorio della Romagna dal lunedì al sabato dalle ore 10 alle ore 13, al quale risponde un operatore in lingua ucraina (oltre che italiana) per le necessità di competenza sanitaria ed eventuali richieste di supporto psicologico.
– il Punto unico di accesso per la Provincia di Rimini che sarà attivo da lunedì 21/3 presso il Colosseo (Via per Coriano,38 – Rimini), operativo dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 18, ai fini dell’effettuazione del tampone Sars-Cov-2, del rilascio del tesserino STP (stranieri temporaneamente presenti) e dell’anamnesi vaccinale/proposta vaccino anti-Sars-Cov-2.
– l’ambulatorio Migranti Rimini (Extra-CEE) presso l’Ospedale Infermi – Viale Settembrini 2 (Edificio “Ottagono” al Terzo Piano) dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 13.

 

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