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DUNQUE È QUESTO IL NUOVO RIMINI

Oggi il nuovo Rimini si presenta dopo l’investitura ricevuta non più tardi di due giorni fa.
Nelle campagne corianesi, sotto un gazebo adiacente la Grabo, parte l’avventura in biancorosso targata Giorgio Grassi.
La filosofia che anima questa avventura viene ampiamente sviscerata in oltre un’ora di presentazione accompagnata da una serie di slide che ogni volta sottolineano il passaggio concettuale che si va affrontando.

Non si e’ parlato subito di calcio. Si è partiti da come si inserisce il calcio nella nostra società e di quale impatto il calcio può  avere oggi nelle famiglie.
Il progetto presentato sarà dunque improntato ad un’etica profonda, fatta di rispetto dei ruoli, degli impegni e della serietà.
Lo staff chiamato a mettere in campo questa avventura è composto da Sergio Santarini presidente, Andrea Boldrini vicepresidente, Tiziano Fabbri responsabile amministrativo, Pietro Tamai direttore sportivo, William Fabbri team manager.
Sin qui i dirigenti, mentre dello staff tecnico fanno parte Alessandro Mastronicola, allenatore; Roberto Landi, head coach; Walter Berlini, responsabile del settore giovanile.

I punti cardine su cui poggerà il progetto sono cinque:

  • Mantenere sana e trasparente la società neo costituita.
  • Avere attenzione e supporto costante dall’ amministrazione comunale.
  • Avere un sostegno costante dalle imprese del territorio: non tanto da pochi, ma poco da tanti.
  • Avere appoggio caloroso e partecipe dei tifosi.
  • Avere un rapporto proficuo coi media locali invitati a raccontare la verità senza cedimenti verso il gossip.

Questo progetto, corredato da interventi sullo stadio atti a migliorarlo e a renderlo multifunzione nell’ottica dello svago famigliare, potrebbe essere sostenibile anche per 50 anni.
Filosofia.

Ho iniziato a parlare di questo progetto parlando di filosofia, perché credo che quello che si chiede ai tifosi sia più un “approccio filosofico” al un nuovo modo di fare calcio , che bandisce doping amministrativi e spese fuori budget, che un semplice incontro con una nuova gestione, come tante altre volte è successo.
Fare calcio economicamente sostenibile e al contempo vincente e divertente, utilizzando in parte giocatori “già fatti” e lanciando tanti giovani che dovrebbero venir fuori dai tanti settori giovanili messi in rete o in convenzione con la casa madre: questo è ruolo cui il nuovo Rimini ambisce.

Tutto giusto. Personalmente credo che tra 20 o 30 anni si farà calcio così o non si farà. Ma adesso bisogna riguadagnare alla passione per il Rimini tanti tifosi delusi e arrabbiati dalle ferite recenti o meno, che difficilmente la filosofia sarà in grado di lenire.

Adesso è importante, secondo me, riportare la gente ad una quotidianità fatta di giocatori di campo, di partite e possibilmente di vittorie.
Adesso alla gente del calcio va trasmessa il più possibile la parte ambiziosa del progetto: la fame di vittorie e di far bene, che anima sicuramente questa ripartenza.

I tifosi recepiranno e impareranno a respirare un calcio ispirato ad una filosofia differente di pari passo al soddisfacimento dei suoi riti più essenziali.
Giocatori, campo, allenamenti, amichevoli e poi partite, campionato, classifiche, trasferte.
Importante, anzi fondamentale sarà instillare nei tifosi la filosofia un po’ per volta, senza mai togliere luci e ribalta al progetto sportivo.

Abbiamo perso la squadra di calcio, ridateci la nostra squadra, impareremo a fruirne diversamente e ad apprezzare le differenze man mano.

Comunque abbiamo il Rimini: forza Rimini! Sempre…

Emanuele Pironi

(nella foto della Rimini Calcio, Sergio Santarini nel 1963/64)

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