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Dura lex, quella dell’ex

Dura lex, quella dell’ex, sia nel calcio che in amore. Il giocatore passato a un altro club fa regolarmente gol quando scende in campo contro la sua vecchia squadra, il fidanzato mollato procura grane di ogni genere alla donna non più sua.

Le pagine sportive ci raccontano ogni settimana le declinazioni calcistiche della legge dell’ex, la cronaca nera quasi ogni giorno ne registra la deriva criminale all’interno della coppia. Ma in queste ore il gossip politico ce ne propone un’altra versione, piccante e scottante, protagonista la nostra Giulia Sarti, «la deputata di Rimini», come precisano i tiggì.

A Giulia gli ex non dicono bene fin dal 2013, quando imprecisati «hacker del Pd» violarono la sua casella di posta che conteneva anche foto private inviate a un precedente fidanzato. Fu in quell’occasione che conobbe il futuro ex, Andrea alias Bogdan, il consulente informatico che allora doveva tutelare la sua immagine sul web e ora rischia di comprometterla irrimediabilmente.

Come saranno andate veramente le cose, a proposito dei bonifici fantasma per il fondo a favore delle piccole imprese? Si fanno diverse ipotesi.

A) Quei 23mila euro, come sostiene Giulia, se li è tenuti lui «per curarsi» (di cosa? Oggi va di moda il coming out sulle malattie, anche bruttissime, poteva anche dircelo. A meno che non si tratti di sindrome di sdoppiamento della personalità, visto che il soggetto a volte è l’italiano Andrea De Girolamo, a volte il rumeno Bogdan Tibusche).

B) L’ex, in quanto titolare lui stesso di una piccola impresa chiamata Social Tv Network, ha pensato bene di sveltire la pratica scavalcando il fondo e intascando direttamente il denaro.

C) L’onorevole Sarti, che, va detto, nei giorni scorsi ha versato al fondo i 23mila euro mancanti, potrebbe non essere stata del tutto estranea alla furbata, come sembra insinuare Andrea-Bogdan in un post su Facebook in cui annuncia di avere registrato telefonate rivelatrici, e come forse ha spiegato ai magistrati riminesi che l’hanno interrogato l’altro ieri.

Capito? Il prudente giovanotto registrava le telefonate con l’onorevole fidanzata, in un momento in cui, si presume, le cose fra loro andavano bene e non c’era motivo per non fidarsi l’uno dell’altro. Ma quando entrambi i membri della coppia sono ambiziosi, fidarsi e bene ma non fidarsi è meglio, e il più in vista (in questo caso Giulia Sarti) è il più vulnerabile, quello che ha più da perdere.

La «deputata di Rimini» sta imparando a sue spese che quando una donna fa politica, ogni dettaglio del suo privato – una foto, una telefonata – può essere usato contro di lei, specie se è giovane e graziosa. E che fidanzarsi con uno stretto collaboratore è un rischio, perché se la storia finisce rischi di ritrovarti due nemici in uno, pronti a spezzarti sia il cuore che la carriera.

Lia Celi www.liaceli.it

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