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E’ guerra sul passaporto vaccinale. Bocca d’accordo, Rinaldis contraria

Scoppia la guerra sul passaporto vaccinale.

Il dibattito su come affrontare la prossima stagione estiva si è “riscaldato” quando la Commissione Europea ha dato il via libera al cosiddetto passaporto vaccinale, il cui nome reale sarà Digital Green Certificate. I prossimi passaggi, saranno quelli previsti dalle procedure di co-decisione, durante le quali lo schema iniziale varato oggi potrebbe subire ancora delle modifiche. Ma l’intenzione della Commissione è di attuare una procedura più rapida rispetto a quella regolare perché l’obietto dichiarato in fase di approvazione è quella di facilitare gli spostamenti dei cittadini europei già a partire da questa estate. Insomma, un viatico per fare ripartire la macchina del turismo ma anche degli spostamenti per motivi di lavoro. Nel passaporto vaccinale sarà contenuto almeno  uno dei tre i requisiti per potere viaggiare: vaccino, tampone negativo o l’essere guariti dal Covid, che dovranno tutti e tre essere certificati. Sarà valido in tutti gli stati membri con l’aggiunta di Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.

Una soluzione caldeggiata anche dal mondo del turismo italiano come ha dichiarato recentemente il presidente di Federalberghi nazionale Bernabò Bocca. “In questi giorni, conferma Bocca, abbiamo avuti dei confronti con i rappresentanti italiani del Parlamento europeo in cui abbiamo chiesto che l’Italia spinga molto sul tema dei passaporti vaccinali o green pass. I nostri diretti competitor stanno già lavorando, in particolare vediamo la Grecia molto aggressiva: hanno fatto le isole Covid free, dal 14 maggio si può andare se si ha il tampone, etc etc. “

Non la pensano nello stesso a Rimini.

Come riportato dal Resto del Carlino, per la presidente dell’Associazione Albergatori di Rimini, Patrizia Rinaldis “il passaporto è una soluzione che pare sbagliata, ingiusta e inapplicabile e potrebbe fortemente limitare i flussi turistici”. Rinaldis ritiene che la cosa migliore sia garantire il nostro territorio come Covid free.

Anche per Gianni Indino, presidente di Confcommercio Rimini, “fare circolare solo chi ha il passaporto vaccinale non va bene. E’ troppo discriminatorio”.

D’accordo sul passaporto vaccinale è la Fiavet, la Federazione delle agenzie di viaggio e turismo, che ritiene fondamentale per favorire e agevolare la ripartenza dei viaggi proprio l’istituzione del passaporto.

Un dibattito che sarà destinato a continuare anche se la tendenza delle località turistiche estere in competizione con l’Italia stanno orientandosi verso questa soluzione. Non solo all’estero ma anche in Italia, E’ quello che potrebbe succedere in Sicilia e Sardegna

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