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E in Romagna i ragazzi inventano il futuro a FabLab

Un laboratorio per le giovani menti tecnologiche. Un luogo in cui plasmare e incanalare la creatività dei ragazzi e applicarla alla realtà. FabLab (Fabrication Laboratory), è questo e molto altro. Questo centro di insegnamento avanzato è stato creato nel 2014. Maurizio Conti, 53 anni, da Rimini, è il Vicepresidente. Da 25 insegna laboratorio di Informatica e Sistemi, nelle scuole superiori, attualmente presso ITTS “Belluzzi – da Vinci” di Rimini.

Prof. Conti, quando è nata l’idea di FabLab Romagna, Associazione di Promozione Sociale?

«Nella stagione 2009/10, quando lavoravo all’ITI B. Pascal di Cesena e a scuola si iniziava a sperimentare Arduino (una scheda elettronica programmabile ndr). Poi, nell’ottobre del 2013, durante la prima Maker Faire di Roma, abbiamo capito che i tempi erano maturi e l’idea di creare un FabLab ha preso forma nelle prime due sedi di FLR: a Cesena nel dicembre 2013, a Rimini nel gennaio 2014. La costituzione formale dell’Associazione di Promozione Sociale, avviene nel maggio del 2014 e di li a poco sono state firmate le convenzioni con i coraggiosi dirigenti delle scuole: prof. Postiglione e prof.ssa Fortunati, che ci hanno aiutato immensamente a crescere. Impossibile, inoltre, dimenticare il sostegno che Confartigianato Cesena, Rotary International e Rotary Rimini hanno dimostrato per noi».

Perché si è voluto creare tutto questo?

«Di ruolo da tanti anni, stanchi di ricominciare da zero ad ogni anno scolastico, un gruppo di amici, insegnanti, liberi professionisti e semplici appassionati di tecnologia, si interrogavano su come dare continuità negli anni ai progetti che venivano sviluppati a scuola e che non riuscivano ad avere la giusta visibilità sul territorio. Abbiamo così deciso di provare a “distaccare” le attività più creative dal contesto scolastico e di portarle avanti come attività pomeridiane in un contesto di volontariato e di open source. I ragazzi ci hanno seguito ed eccoci qua».

Che cos’è esattamente FabLab?

«Un FabLab è un laboratorio dove i maker inventano e realizzano oggetti tecnologici e prototipi di ogni tipo, con ausilio di macchine a controllo digitale come stampanti 3D, taglierine laser, CNC per la lavorazione del legno. Questi oggetti tecnologici sono animati da un controllo elettronico anch’esso progettato e sviluppato dai maker , che normalmente vengono collegati ad Internet, che interagiscono con i normali smartphone. FabLab Romagna quindi è una associazione che vuole portare nella scuola italiana le idee e l’amore per la tecnologia tipica del movimento dei maker».

Quante figure operano all’ interno di FabLab?

«Quello degli operativi è un gruppo di 15, 20 persone tra le varie sedi. Tutti volontari di varia estrazione: insegnanti, liberi professionisti, docenti universitari, ricercatori ma anche semplici appassionati».

Dove siete attivi?

«Siamo attivi, con diverse velocità, a Cesena, Rimini, Forlì, Ravenna, Bagno di Romagna e Bologna. È possibile avere informazioni scrivendo a posta@fablabromagna.org oppure ricevere notifiche sulle attività unendosi al gruppo Telegram https://t.me/FLRNews».

Quanti giovani a Rimini e provincia si sono rivolti a voi in questi anni?

«Difficile contarli, solo a Rimini più di 50 quelli direttamente coinvolti con una certa assiduità. Ma l’indotto che produce indirettamente il nostro lavoro può raggiungere migliaia di giovani. Le ricerche e i progetti portati avanti nel FabLab, contaminano centinaia di ragazzi iscritti al mattino in tutte le scuole dove operiamo. Ci sono ragazzi che  seguono un corso e poi continuano per la loro strada, altri che rimangono nel laboratorio fino al diploma e poi tornano dopo la laurea, altri ancora che fanno il tirocinio universitario da noi».

Avete molte soddisfazioni?

«Solo per citare l’ultima. Ogni anno Sanofi organizza presso la Maker Faire di Roma, un contest che per due anni di fila è stato vinto da FabLab Romagna. Proprio ieri sera alle 21.00 gli stessi ragazzi che si sono aggiudicati il viaggio a Dublino, nel marzo scorso, con il loro progetto Tecno B-Brace, hanno vinto un viaggio in Silicon Valley per visitare le aziende del settore più all’avanguardia. Techno-b brace è un dispositivo che mira a regolare la postura senza utilizzare i tradizionali strumenti di correzione rigida, evitando il disagio causato dal busto ortopedico. Propone un metodo alternativo, rispetto a quelli già presenti sul mercato, attraverso una particolare forma di terapia, che permettere allo stesso tempo di raggiungere due obiettivi: correggere la postura e tonificare i muscoli».

Quindi, il futuro passa anche da FabLab?

«Il nostro è un atteggiamento, non solo un luogo dove ritrovarsi per crescere. È un posto dove la creatività e la condivisione di idee e competenze vengono alimentate dall’amore per la tecnologia. Quindi si, per noi il futuro passa anche dai FabLab».

Per ulteriori info: www.fablabromagna.org; posta@fablabromagna.org; Facebok: fablabromagna; twitter: @fablabromagna; Canale Telegram: t.me/flromagna.

Nicola Luccarelli

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