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E la “Iena” riminese Giulia Innocenzi denuncia il gilet arancione: “Basta denigrare le donne”

“Ho presentato querela contro Nicola Franzoni”: lo annuncia su Facebook la giornalista riminese Giulia Innocenzi, che spiega: “Per chi non lo conoscesse è l’organizzatore della “marcia su Roma” (sì, avete capito bene), gilet arancione che ha fatto la pipì fuori la presidenza del Consiglio al grido di “questo è il rispetto che ho di voi” e che ha detto ai microfoni di mezza Italia che il coronavirus “è un bluff”.  Le nostre strade si incrociano quando alcuni suoi dipendenti mi contattano per raccontarmi che mentre Franzoni va a Roma a chiedere più diritti per i lavoratori, loro venivano pagati anche in nero. Rendo pubblica la storia e la procura apre un’inchiesta nei suoi confronti per omessi versamenti per un valore di 255.000 euro (!!!). Nel frattempo la Digos lo denuncia, fra le altre cose, per vilipendio e apologia del fascismo”.

“Lui non la prende benissimo – prosegue la “Iena” Giulia Innocenzi – e comincia a dedicarmi diverse dirette Facebook. Nella prima rivolgendosi a me dice: “Vediamo cosa hai fatto te santarellina in passato per diventare una giornalista. Non scendo negli aspetti personali, ma magari qualcosina hai fatto per diventare una giornalista delle Iene, sei anche carina magari qualcosina hai fatto…”. E ancora: “Non è che mi spaventi con quella vocina aulica, perché se io mi dovessi confrontare con te giornalista sono sicuro che non apri bocca perché sei mezza ignorante. Fai ridere il sistema ti paga per farmi la guerra, è finito il vostro momento, è finito il momento dei giornalisti di regime.”

“Nella seconda va più diretto: “questa poveraccia, questa Marzia Innocenzi, questa Giulia Innocenzi delle Iene è una poveraccia, che sta insieme con il direttore delle Iene e quindi gli fanno fare quello che vogliono, In altre aggiunge che sono stata la fidanzata di Santoro, e mostra la mia visura camerale con tutti i miei dati sensibili ai suoi rabbiosi follower”.

“Per finirla lì avrei potuto decidere di incassare e andare avanti. Ho deciso invece di querelarlo, perché questa modalità di denigrazione delle donne deve finire. Se sei una donna e lavori in un certo posto è perché l’hai data a qualcuno, se ricopri una certa posizione è perché sei la fidanzata di qualcun altro, se lavori in tv chissà cosa hai fatto per essere lì”.

“BASTA. Basta con la delegittimazione delle donne che passa attraverso il sessismo. Basta con l’odio online che punta ad azzerare il confronto e a far vincere chi urla di più. Basta con il far west che vige sui social per cui chiunque può dire qualunque cosa senza pagarne le conseguenze.
Io voglio che Franzoni paghi per quello che ha detto contro di me. Mi ha insultata per farmi stare zitta. E invece sono qui, e mi faccio sentire ancora più forte di prima”.

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