Home > Politica > ECCO COSA PENSANO I RIMINESI DELL’EUROPA

ECCO COSA PENSANO I RIMINESI DELL’EUROPA

Questa Brexit non fa per noi

Sono molto netti i dati che emergono dal nostro sondaggio svolto sull’Europa dopo quanto accaduto nell’(ex?) Regno Unito. Nella provincia di Rimini si ritiene che gli inglesi abbiano sbagliato a votare per la Brexit. I nostri concittadini sono preoccupati per le ricadute economiche. E soprattutto vogliono non solo restare in Europa, ma anche rimanervi con il vituperato Euro.

sondaggio1chiamami

Altro responso interessante, dalle nostre parti siamo ancora più europeisti rispetto a una media italiana già schierata per la UE in modo schiacciante. Gli ultimi sondaggi nazionali (come quello di Demos realizzato subito dopo il referendum inglese), quotano infatti al 66% coloro che vogliono rimanere in Europa. Nel riminese siamo al 77%.
Da questi numeri non trova conferma, quindi, la narrativa diffusa dalla Lega Nord e da parte del centro destra, secondo cui anche in Italia ci sarebbe una maggioranza favorevole all’uscita dall’Unione Europea. Nella realtà, quella maggioranza in Italia non esiste. Tanto meno esiste nella nostra provincia, dove solo una quota trascurabile (9%) pensa che dovremmo andarcene per conto nostro. Leggendo i dati per sesso, si nota che da noi le donne sono leggermente più tiepide verso l’Europa, ma si tratta di differenze davvero minime a fronte di quello che appare un autentico plebiscito.

sondaggio1_torta2_uscire
Non cambiano di molto neanche le percentuali di coloro che vorrebbero abbandonare l’Euro (12%). La moneta unica, additata da alcuni come origine di tutti i mali, vogliamo invece tenercela ben stretta. Un dato, questo, che dovrebbe interessare in particolare al Movimento 5 Stelle.
Alla Casaleggio & Associati hanno in effetti ben presente questo quadro di opinioni. Non si spiegherebbero altrimenti le recenti giravolte in campo grillino. Seduti a Bruxelles agli stessi banchi di Nigel Farage, i pentastellati sono passati in un batter di ciglio dalle congratulazioni al vero e unico vincitore del referendum inglese, ad una brusca inchiodata quando si tratta di imitarlo in Italia: referendum sì, ma “solo” per uscire dalla moneta unica, mentre “l’Europa si cambia dall’interno”. La prima richiesta era “già nei programmi”, ma la seconda affermazione rappresenta una discreta novità.

sondaggio1_grafico 7 rimanere.MF

La Brexit è stata anche una lezione per le classi dirigenti di ogni Paese. Esse non possono pensare di usare strumenti della democrazia in modo improprio per affermare questa o quella leadership. È stato l’errore di David Cameron, ormai malinconicamente fuori da Downing Street: se una classe dirigente si dice tale, su materie tanto delicate e complicate ci si carica in pieno delle proprie responsabilità. Sei per l’Europa come dici? Allora fai di tutto per restarci, a costo di perdere consensi. Caso mai, ti impegni per cercare di recuperarli, ma non te li vai a giocare alla slot machine. “Dare la voce al popolo” quando si cerca in realtà di risolvere problemi interni al proprio partito, è quanto di più sciagurato possa inventarsi un leader. E anche assai pericoloso, visto com’è andata.
Lo stesso errore l’ha fatto Jeremy Corbyn, leader dei laburisti inglesi, che ha sostenuto assai tiepidamente il “remain”, anche in questo caso per barcamenarsi fra le beghe interne di partito; nella fattispecie, la presenza di una costola “socialista” autonominatasi “Labour Leave”.
Non sarà stato un capriccio della storia se i grandi statisti europei del passato, progressisti come conservatori, mai si sono sognati referendum di questo tipo.

sondaggio1_grafico 6 conseguenze.MFjpg

L’Europa va cambiata, non vi è dubbio. E va cambiata anche profondamente, per farla diventare più vicina a cittadini che però, nonostante tutto, ci credono ancora. L’Europa deve affrontare i temi della crescita economica e del lavoro, della giustizia sociale e della migrazione. Deve darsi traguardi ambiziosi, appassionanti, che davvero facciano sognare. Altrimenti è normale che in tanti non capiscano a cosa serva. Di difesa comune non si parla più e si fatica perfino a marciare uniti contro il terrorismo e a collaborare per la sicurezza. La tragedia dei migranti sta coprendo di vergogna interi Paesi. “Stati Uniti d’Europa” sembra diventata una formula tabù che nessun leader europeo si azzarda a pronunciare.
Sì, l’Europa va cambiata e molto. Ma va cambiata stando dentro alle istituzioni europee. O almeno così la pensa la maggioranza degli italiani e la stragrande maggioranza di chi vive a Rimini e dintorni, che dell’Europa si ritiene parte integrante.

Stefano Cicchetti

sondaggio1_grafico euroMF

Soggetto che ha realizzato il sondaggio: Lunacall, Santarcangelo di R.

Soggetto committente: Chiamamicitta.it

Data o periodo in cui è stato realizzato il sondaggio: 27 giugno – 1 luglio 2016

Mezzo/i di comunicazione di massa sul/sui quale/quali è pubblicato o diffuso il sondaggio: sito web.

Data di pubblicazione o diffusione: 4 luglio 2016

Popolazione di riferimento: popolazione della Provincia di Rimini maschi e femmine dai 18 anni in su, segmentato per sesso, età e attività.

Campione casuale rappresentativo della popolazione riminese maschi e femmine dai 18 anni in su, segmentato per sesso, età e attività.

Consistenza numerica del campione di intervistati: 310. interviste complete effettuate 310 (29,2%); rifiuti/sostituzioni 750; totale contatti 1060 (100%)

Metodo di raccolta delle informazioni: metodologia C.A.T.I.

Rappresentatività del campione inclusa l’indicazione del margine di errore:
Margine massimo di errore 3%

Scroll Up