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Economia. Ripresa difficile. Cassa integrazione in aumento in Regione in calo a Rimini

In Emilia Romagna aumenta la cassa integrazione.

E’ un dato in controtendenza rispetto all’andamento nazionale. Infatti dopo due anni di riduzione delle ore di cassa integrazione in regione Emilia Romagna si è registrato un aumento del 6%. Il dato italiano invece registra un meno 15%. Anche il confronto con altre regioni non è rassicurante: Lombardia -29%, Veneto -8% e Piemonte -2%.

Tra le province della regione cresce la cassa integrazione a Bologna (+24%), Modena, Ferrara e Reggio Emilia. Diminuiscono le ore di cassa integrazione a Forlì-Cesena, Piacenza e Rimini.

In particolare a Rimini vi è una forte diminuzione della cassa integrazione straordinaria, ma è in aumento la cassa integrazione ordinaria.
Leggere i dati in modo meccanico rischia di essere fuorviante. Infatti la diminuzione della cassa integrazione straordinaria deriva anche dalla chiusura definitiva di alcune aziende. D’altra parte la cassa integrazione ordinaria rileva come vi siano ancora difficoltà nelle imprese ed in ogni caso siamo in presenza di una ripresa flebile.

Non a caso i commenti denotano evidenti punti di vista diversi e sono occasione di scontro sul jobs act tra Cgil e Pd.

“L’aumento è legato anche al fatto che qui, a differenza di altre regioni, abbiamo fatto molti accordi per evitare licenziamenti e quindi le imprese hanno ancora personale mentre la crisi non finisce – spiega Antonio Mattioli, della Cgil – Questo aumento però ci preoccupa per il futuro, perché il Jobs act ha ridotto la durata degli ammortizzatori. Ora rischiamo che arrivino i licenziamenti!.

Diversa l’interpretazione di Filippo Taddei, responsabile economico Pd:Sul dato influiscono alcune grosse crisi – spiega Taddei – ma anche il fatto che le imprese emiliane più resistenti si stanno ristrutturando, vedendo segnali di ripresa”. Sul rischio licenziamenti, invece, è netto. “Le modifiche del Jobs act alla cassa integrazione evitano di cristallizzare le crisi anziché risolverle, con nuovi diritti per i licenziati – puntualizza – È uno strano dibattito quello in cui il Pd deve rispondere dei rischi del nuovo sistema ma nessuno fa autocritica sui vizi del passato. Il nostro mercato del lavoro era il peggiore d’Europa

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