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Elis Mati, la nuova Perla Verde di Riccione

Dicono che le divinità abitino sul Monte Olimpo. Una di queste divinità a quanto pare ha deciso di scendere fra i comuni mortali: si chiama Elis Mati, ha 24 anni, è una giovane modella di Riccione di origini albanesi. Altezza 1.74 cm, mora, occhi verdi penetranti e fisico mozzafiato. Ma soprattutto, a dispetto dei complimenti che certo merita, una ragazza con i piedi ben piantati a terra.

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Ph. Andrei Runcanu

Elis, infatti, frequenta la Facoltà di Informazione, Media e Pubblicità all’Università di Urbino ‘Carlo Bo’. Inoltre, appena agli esordi nella carriera da modella, ha già collezionato un risultato importante, ovvero un posto tra le finaliste nella scorsa edizione di Miss Italia.

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Ph. Video You tube per Miss Italia -presentazione n.13

Elis, secondo te modelle si nasce o si diventa?

«Sicuramente qualcosa di innato ci deve essere, magari anche solo una buona fotogenia o un’ottima padronanza del proprio corpo durante gli scatti, ma non mi sento di escludere che una ragazza o un ragazzo possano far diventare la moda il loro lavoro con il tempo e la pratica, partendo da zero. Molto spesso vedo ragazze che potrebbero tranquillamente avere le carte in regola per fare tutto, ma magari non ci hanno mai pensato. A volte invece non hai nessuna base, ma osservando, imitando e provando ogni giorno, si arriva ad ottenere ottimi risultati, soprattutto durante gli shooting professionali».

Quando hai deciso di percorrere questa strada?

«Per quanto mi riguarda sono partita casualmente e a 20 anni suonati, un’età in cui per la professione si è già considerate anzianotte. Sono stata notata mentre mi recavo a lezione di danza dal responsabile di una rivista locale, che ha voluto dedicarmi qualche scatto per un articolo. Da lì, trovando divertente farsi scattare foto improvvisando diverse situazioni, ho iniziato a tentare questo tipo di lavoro e quindi a studiare molto, provando espressioni e pose davanti allo specchio, imitando le modelle sia in sfilata che durante i servizi fotografici. Spesso guardo video di prove e backstage di molti servizi e sfilate, giusto per capire come muovermi. Anche se ad essere sincera la danza, che ho praticato per pochissimi anni, mi ha aiutata tantissimo nella disinvoltura davanti alla camera e nella capacità di capire esattamente la mia posizione nello spazio e nell’interpretazione del personaggio richiesto dal servizio. Tra l’altro può capitare spesso che venga chiesto di ballare durante i servizi proprio per avere scatti il più naturali possibili.
Con il tempo ho iniziato ad avere un mio portfolio di immagini, a migliorare le mie collaborazioni, a fare pratica lavorando e buttandomi in tante nuove esperienze diverse, non solo nella moda ma anche in concorsi, pubblicità o video musicali».

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Ph. Gianfry Nepitelli

E’ una strada impegnativa?

«Sì, è molto difficile, soprattutto se guardiamo al nostro territorio, dove i lavori sono numericamente bassi rispetto a città come Milano o Roma. Ci sono tante ragazze capaci che magari non hanno la possibilità di spostarsi in una grande città e che quindi perdono tante occasioni. Io per esempio lavoro come commessa a tempo indeterminato, il che insieme all’università mi limita molto negli spostamenti. Allo stesso tempo ci sono tante, tantissime ragazze provenienti da tutta Italia e dal mondo che formano una concorrenza molto varia e numerosa difficile da sbaragliare.
Quindi se vuoi iniziare, armati di tanta pazienza e soprattutto MAI rimanere delusa. Le cose possono andare o no, si prende tutto con un sorriso e non si fanno drammi! Alle mie amiche o anche a chi mi chiede informazioni sui lavori, consiglio sempre di avere un piano B, che sia una passione che può diventare lavoro, un mestiere, un percorso di studi. Se poi il lavoro nella moda va a gonfie vele ben venga!».

Fare la modella è ancora un mestiere molo ambito?

«Si, sicuramente tanto quanto nel passato se non di più visto che, grazie a internet, molte persone possono informarsi sul tipo di mestiere, sapere a chi rivolgersi ed entrare direttamente in contatto con fotografi e aziende anche solo tramite i social con cui possiamo ‘sfogliare’ una sorta di portfolio online. Tante mie amiche mi chiedono nomi di agenzie, concorsi o contatti per poter incominciare proprio perché se ti trovi a tuo agio, può rivelarsi un lavoro molto stimolante, divertente e creativo. Ma se lo si fa senza veramente provare queste sensazioni può diventare frustrante. Se si inizia un percorso come modella si deve amare ciò che si fa, come in tutti i lavori».

Da Riccione sei arrivata fino a Miss Italia, addirittura tra le finaliste. Che sensazioni hai provato?

«Ero emozionatissima, piangevo come una fontana, ricordo che non riuscivo nemmeno a stare in piedi da quanto tremavo dopo il ‘promossa’ di Enzo Miccio. Sicuramente sono tornata a casa con una grande soddisfazione, anche perché dopo aver tentato di arrivare alle finali nel 2014, per me era già tanto arrivare lì di nuovo. Non mi aspettavo di passare, perché i posti erano solo 40 e noi siamo partite in 210! Poi, dopo il no di due anni prima, ero ormai rassegnata all’idea che la mia esperienza si sarebbe fermata di nuovo lì. Invece, con mio stupore, sono riuscita a vivere una delle esperienze più belle della mia vita. Faticosa, distruttiva a livello di stress e forze, ma sorprendentemente magnifica per l’ambiente e le emozioni che mi ha regalato. Mi è dispiaciuto uscire dalle 40, perché avrei voluto, davvero con tutto il cuore, mostrare in primis ai miei genitori e poi al pubblico a casa più cose di me, poter parlare, mettermi alla prova, ballare. Ma purtroppo il tempo televisivo è quello ed il televoto ha deciso così. Io sono comunque davvero felice di aver avuto questa possibilità!».

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Ph. Archivio Miss Italia

Continuerai a partecipare a qualche altro concorso?

«Al momento no, ho fermato tanti progetti che avevo in mente e anche tanti lavori perché voglio concentrarmi di più sullo studio. Lavoro già come commessa durante il giorno, quindi il tempo è poco, nel tempo rimanente vorrei approfondire anche gli studi di marketing e grafica che possono tornare utili per un lavoro in ambito di comunicazione aziendale. Terminati gli ultimi esami, credo che proverò anche altri concorsi e chissà magari tenterò di nuovo di partecipare a quelli a cui ho già preso parte con più esperienza e ancora più carica di prima!».

Ti piacerebbe una carriera nel mondo dello spettacolo?

«Sarebbe molto bello! Mi piace molto il mondo della moda in particolare, ma anche lo spettacolo in genere mi ha sempre attirata. C’è molto da imparare in entrambi e bisogna sempre prendere la palla al balzo, provando a fare tanti casting. Vista però la difficoltà di emergere in questo ambiente, spero appunto di poter arrivare a buoni livelli anche grazie alla visibilità che tanti concorsi possono offrirti e dimostrare quelle che sono le mie capacità. Però, ho sempre i piedi ben saldati a terra ed è per questo che ho preferito dedicarmi per qualche mese allo studio e a qualche progetto che ho in mente per lavorare anche in altri ambiti e non perdere nemmeno un secondo. A 24 anni voglio tenere aperte tante porte e questo comporta sacrifici e impegno!».

Che cos’è la bellezza per Elis?

«La bellezza è un termine che racchiude tanti aspetti. La vera bellezza, in una donna in particolare, è l’eleganza e al contempo trasgressione dei canoni. Trovo la bellezza in una donna che sa affrontare le difficoltà di ogni giorno sempre con il sorriso, la trovo nelle sue lacrime e nella forza di rialzarsi, la trovo in un bellissimo animo, nella voglia di aiutare il prossimo e nella libertà di esprimersi come si vuole in base a ciò che si è. Non è qualcosa di bello esteticamente e basta. Un quadro può essere tecnicamente eseguito alla perfezione ma se non mi racconta qualcosa, se non mi emoziona, se non mi scuote in qualche modo non è bellezza ma solo apparenza. Ogni cosa ha una sua bellezza, bisogna solo saperla enfatizzare nel modo giusto!».

Nicola Luccarelli

(in apertura, Ph. Victor Kalman )

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