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Elsa Morante: «Quando tu passi, e mi chiami, assente son io»

Quando tu passi, e mi chiami,
assente son io.

Per lunghe ore ti aspetto,
e tu, distratto, voli altrove.

Ma tanto, il mezzano serafico
del nostro amore,
il sultano dello zenit
che muove sul quadrante le sfere
con le dita infingarde e sante,
ha già segnato l’istante
del nostro convegno.

Molli si svolgono i miei giorni
a quella imperiosa stagione.

Candida e glaciale essa risplende
Alta salendo, come fuoco.
Ah, nostra incantevole stanza!

Che importa a me, infido spirito,
dei tuoi diversi pensieri?

Il presagio inchina già la fronte
all’annuncio. Sorte e amore
ti congiungono a me.

Elsa Morante (Roma, 1912 – 1985)

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