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Emilia Felix: il punto sulle squadre emiliane in Serie A

L’Emilia-Romagna è l’unica regione italiana, insieme alla Lombardia, a poter vantare ai nastri di partenza del campionato di serie A 2019-20 ben 4 squadre. In una porzione territoriale corrispondente a poche decine di chilometri quadrati, riescono a fare calcio, a buoni livelli, diverse realtà di provincia. Tralasciando la particolare situazione che sta attraversando il Bologna, appare, pertanto, utile proporre un focus sulle altre 3 emiliane.

 

 

La spinta del Parma

La società guidata dal presidente Pietro Pizzarotti, primo parmigiano a ricoprire tale carica dalla fine dell’era Tanzi, è stata in grado di vincere tre campionati consecutivi e di riportare i gialloblu dalla serie D alla massima serie nel giro di soli tre anni. Un percorso vincente culminato nella salvezza dello scorso anno, ottenuta non senza qualche patema d’animo nelle ultime giornate. I parmensi si stanno muovendo bene sul mercato ed il direttore sportivo Faggiano, come raccontato anche da La Gazzetta dello Sport, è stato in grado di concretizzare il colpo Inglese, con un’operazione complessiva vicina ai 25 milioni di euro. La conferma in rosa di Gervinho, in uno all’acquisto di Karamoh, al prestito di Hernani, ed al probabile arrivo di Cornelius dall’Atalanta, proiettano, indubbiamente, i ragazzi di mister D’Aversa verso un campionato di medio-alto livello e non è un caso che, dando un’occhiata alle scommesse sul calcio, i crociati sembrano destinati ad una salvezza tranquilla. Certo, gli anni in cui i trofei nazionali ed internazionali venivano alzati al cielo con continuità sono lontani e, forse, non torneranno più. Ma va detto che la strada intrapresa è quella giusta, in quanto la crescita costante della squadra non riguarda soltanto la costruzione della rosa, ma, anche e soprattutto, il rinnovato entusiasmo popolare, certificato dagli stessi canali social ufficiali che vedono il Parma come una delle squadre con più follower complessivi in Italia.

La situazione di Spal e Sassuolo

Spostandosi verso il versante adriatico della regione, la situazione della Spal appare in continuo divenire. Riposti nel cassetto i sogni riconducibili a Federico Di Francesco ed a Babacar, resta sempre calda la pista che porta a Stepinski del Chievo. Le partenze di bomber Antenucci, volato al Bari di De Laurentiis, e la cessione di Lazzari alla Lazio dovranno essere presto sopperite. Gli estensi necessitano di integrare il reparto arretrato e, sfumata la pista che portava ad un ritorno in biancoazzurro di Kevin Bonifazi, forte centrale difensivo di proprietà del Torino, l’alternativa potrebbe essere rappresentata dall’acquisto di Tomović, la scorsa stagione al Chievo. In ogni caso, il mix di esperienza e di freschezza atletica imposto da mister Semplici potrà dare i suoi frutti anche nel campionato alle porte, dove l’obiettivo stagionale consiste nel bissare la tranquilla salvezza raggiunta nello scorso torneo. Sulla sponda Sassuolo, invece, il mercato procede con grande equilibrio. La squadra di patron Squinzi, nello scorso torneo di massima serie ha giocato per lunghi tratti il calcio migliore, salvo poi accusare, nella seconda parte di stagione, un calo fisiologico. I margini di miglioramento ci sono ed il tecnico De Zerbi vuole a tutti i costi trattenere i pezzi pregiati della rosa, in primis il difensore centrale Gian Marco Ferrari, nel mirino dell’Atalanta. Messi in cassaforte gli arrivi di Caputo e di Traoré dall’Empoli, i neroverdi vogliono completare al più presto la rosa in modo da onorare al meglio la stagione che condurrà al centenario, previsto per il prossimo 17 luglio 2020.

L’Emilia calcistica rappresenta un modello gestionale ed imprenditoriale di primo livello. Insomma, un corretto ed efficace esempio di come riuscire ad essere competitivi con pochi ma oculati investimenti, unendo i necessari equilibri di bilancio alla voglia di divertire e di far sognare i tifosi.

 

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