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Emilia Romagna all’Europa: “Noi i fondi UE li usiamo tutti, giusto averne di più”

Un’occasione di dialogo e confronto tra i rappresentanti istituzionali dell’Unione europea, del Governo italiano, della Regione Emilia-Romagna, delle istituzioni locali, delle categorie economiche e sociali, del mondo dell’educazione e della ricerca regionale, mentre si avvia alla fase finale il negoziato verso il nuovo Quadro finanziario pluriennale 2021-2027 dell’Unione europea.

L’evento, oggi in Regione a Bologna, dal titolo “Un nuovo bilancio Ue all’altezza delle sfide per l’occupazione, la crescita e la sostenibilità”,è il primo in Italia di un ciclo di incontri organizzato dall’Ufficio del Parlamento europeo in Italia in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

Dal futuro bilancio Ue dipendono gli strumenti e le politiche di sostegno a settori di vitale importanza per le comunità e il territorio: investimenti, innovazione, coesione sociale e territoriale, formazione, opportunità per i giovani e per l’infanzia, accesso al credito per le piccole e medie imprese, infrastrutture, industria, agricoltura, cultura, turismo, transizione energetica, tutela dell’ambiente e lotta ai cambiamenti climatici.

In una fase in cui vi è l’urgenza di rilanciare la crescita e gli investimenti e di accelerare la transizione verso un’economia più sostenibile, il Parlamento europeo ha proposto un Quadro finanziario pluriennale 2021-2027 di 1.324.089 milioni, il 16,7% in più di quanto proposto dalla Commissione a maggio 2018. Questa, in estrema sintesi, la posizione presentata oggi dal Parlamento europeo.

Vincenzo Amendola

All’incontro di oggi, dopo i saluti della presidente dell’Assemblea legislativa, Simonetta Saliera, dell’assessore al Bilancio del Comune di Bologna, Davide Conte, del direttore della Rappresentanza della Commissione europea a Milano, Massimo Gaudina, e del direttore dell’Ufficio Parlamento europeo in Italia, Carlo Corazza, sono intervenuti il direttore generale aggiunto della DG Bilancio della Commissione Europea, Silvano Presa, e l’assessore regionale al Coordinamento delle politiche europee allo sviluppo, Patrizio Bianchi.

Un video messaggio è stato inviato dal presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, a cui hanno fatto seguito gli interventi di Francesco Ubertini, rettore dell’Università di Bologna, Andrea Gnassi, presidente Anci Emilia-Romagna, Gian Domenico Tomei, presidente Upi Emilia-Romagna, Pietro Ferrari, presidente Confindustria Emilia-Romagna, Luigi Giove, in rappresentanza di Cgil – Cisl – Uil, Cristiano Fini, coordinatore Tavolo Imprenditoria, Paolo De Castro, parlamentare europeo- Commissione Agri, Elisabetta Gualmini, parlamentare europeo- Commissione Budg e Empl, Sabrina Pignedoli, parlamentare europeo-Commissione Budg.

Le conclusioni sono state affidate a Vincenzo Amendola, ministro per gli Affari europei e a Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna.

Patrizio Bianchi

L’Emilia-Romagna e i fondi europei

È tra le regioni italiane più virtuose nella programmazione dei fondi Ue: tra il 2014 e 2020 la dotazione dell’Emilia Romagna di Fondi strutturali e di investimento europei (Sie) – Fondo europeo per lo sviluppo regionale, Fondo sociale europeo, Programma di sviluppo rurale – è stata di 2,44 miliardi di euro di risorse pubbliche (europee, nazionali e regionali), utilizzate per una nuova generazione di politiche per lo sviluppo e una crescita sostenibile ed inclusiva.

Fondo Sociale Europeo

Il Fondo sociale europeo per il periodo 2014-2020 ha messo a disposizione dell’Emilia-Romagna una dotazione di oltre 786 milioni di euro, di cui il 96,9% (761 milioni) già impegnati. Quasi 500mila le persone inserite in percorsi formativi o che hanno usufruito di servizi di politica attiva del lavoro, la metà delle quali donne.

Piano di sviluppo rurale

Ammontano a 1,1 miliardi di euro le risorse messe a bando dal Programma regionale di sviluppo rurale (Psr). Il 98% del plafond complessivo: la dotazione più elevata tra tutte le Regioni del nord Italia. I contributi già concessi alle aziende agricole sono 930 milioni di euro – il 76% del totale – grazie a 326 bandi emanati. I contributi hanno consentito di avviare nelle aziende agricole e di trasformazione progetti e interventi per un valore complessivo di oltre 1,4 miliardi.

Stefano Bonaccini

Fondo europeo per lo sviluppo regionale

Ad ottobre 2019 risultano tutte avviate le 31 azioni del Programma operativo del Fondo europeo per lo sviluppo regionale 2014-2020 (Por Fesr). Su un plafond complessivo di 481,8 milioni di euro, 480 milioni sono già stati impegnati, il 99,8%, per sostenere oltre 3.135 progetti e generare sul territorio oltre 832 milioni di investimenti.

Garanzia Giovani

Nella prima fase del programma europeo avviata a maggio 2014, sono stati oltre 130mila i ragazzi che hanno realizzato un percorso personalizzato, 74 milioni le risorse programmate e spese. A settembre 2019, grazie ad ulteriori 26 milioni di euro, con un’offerta di percorsi individualizzati, tirocini, misure di accompagnamento è iniziata la seconda fase. Potenziali destinatari circa 20mila giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano.

Adrion e Cooperazione Territoriale Europea

La Regione Emilia-Romagna è Autorità di Gestione di Adrion, programma di cooperazione territoriale europea transnazionale che coinvolge 4 stati membri Ue – Italia, Slovenia, Croazia, Grecia – e 4 Paesi Ipa (cioè in fase di pre adesione all’Unione europea): Albania, Serbia, Montenegro, Bosnia Erzegovina. Il Programma si propone di supportare la Strategia europea per la regione Adriatico-Ionica (Eusair).

È cofinanziato dall’Unione europea con il Fondo europeo di sviluppo regionale-Fesr, con una disponibilità finanziaria di 83,467 milioni di euro, oltre a 15,7 milioni di fondi Ipa (strumento finanziario per i Paesi in Pre-Adesione).

Allo stato attuale, il programma ha finanziato 57 progetti, incluso il progetto strategico, attivato a supporto diretto dell’Eusair, impegnando circa 80 milioni di euro di contributo comunitario, di cui 65,3 milioni Fesr e 14,7 milioni Ipaii. I progetti finanziati dal programma coinvolgono in totale 517 soggetti istituzionali, di cui 25,5% Italiani (132 soggetti), 17,4% Greci (90 soggetti); 16,5% Croati (83 soggetti) e 13,2 Sloveni (68 soggetti). Il rimanente 28% dei soggetti coinvolti proviene dai paesi Ipa (Albania, Montenegro, Bosnia-Herzegovina e Serbia). Complessivamente, il 52% dei soggetti coinvolti nei progetti approvati sono enti pubblici amministrativi, seguito da centri di ricerca ed educativi e di formazione (17%), agenzie settoriali (13%), organizzazioni a supporto delle imprese (7%) e piccole e grandi imprese (2%).

Più in generale i programmi di cooperazione territoriale europea hanno visto 163 progetti finanziati con 950 partner dell’Emilia-Romagna e un contributo del Fondo di sviluppo regionale Fesr che ricade sul territorio di 52 milioni di euro

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