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Emma Petitti: “Si torna a scuola. I giovani tra quelli che pagano di più la pandemia”

Bentornati a tutti gli studenti, i professori, dirigenti e il personale Ata – scrive Emma Petitti, Presidente dell’Assemblea regionale dell’Emilia Romagna –  che mercoledì varcheranno le porte degli istituti. Il rientro è una festa, che sarà completa quando tutti gli studenti, dalla seconda media agli universitari, torneranno in aula. Possiamo farcela. Possiamo farcela ma non basta ‘farcela’.

Ci sono troppe cose che questa pandemia ha messo luce, e alle quali dobbiamo, come amministratori, come politica, dare risposta. E farlo in fretta.

I giovani – prosegue la nota di Emma Petitti – sono tra coloro che stanno pagando di più, e da più a lungo, il prezzo di questa pandemia, in termini di istruzione, di socialità, di stimoli intellettuali, di svolgimento delle attività. Pensarli tante ore da soli e chiusi in casa fa male al cuore. 

Così come penso alle famiglie che si sono dovute riorganizzare ex novo, alle famiglie che hanno visto aumentare le difficoltà nel conciliare vita e lavoro, con la necessità di seguire i figli in dad da sommare allo smart working e agli impieghi domestici, il tutto, per di più, spesso in spazi troppo compressi. 

Penso poi anche a tutto il personale docente – continua il Presidente dell’Assemblea regionale – che si è dovuto reinventare le lezioni attraverso l’apprendimento via schermo, perdendo contatto con l’essenza e la linfa vitale della scuola: gli alunni. 

Ci sono delle risposte da dare, e vanno date.

La connesione internet ovunque: ho iniziato un percorso che deve portare la Copertura di territorio con la fibra ottica. In questo anno questa è stata in molti casi la differenza, e non vogliamo più periferie, nè senza tecnologia, nè senza centralità.

Gli strumenti informatici sono oramai una dotazione di base, come lo era una volta l’abbecedario, il quaderno e la penna. Dobbiamo destinare una parte di risorse per dare un computer, un tablet, un accesso internet e una formazione di base a tutti, anche a chi non se lo può permettere.

La didattica a distanza – scrive ancora nella sua nota Emma Petitti – finalmente non sarà l’unico modo di far didattica, e tornerà ad essere centrale la presenza, ma rimarrà come supporto aggiuntivo, vista la sua flessibilità. Prepariamoci ad essa, lasciando perdere  il tema delle date di chiusura delle lezioni. Facciamo contare quelle che ci sono.

Il Trasporto Scolastico – che forse è stato sottovalutato a settembre – va ampliato, allargato, organizzato in maniera diversa: più mezzi in circolazione, più orari. Anche da questa chiave passa l’apertura di tutte le scuole, che rimane il nostro obiettivo.

Il Piano Vaccinale va avanti, e l’immunizzazzione del corpo docente è stata una priorità sociale necessaria, e se necessario va intensificato: se vogliamo riaprire, dobbiamo essere sicuri di essere sicuri.

Se diciamo che la scuola è il passaporto per il futuro, significa che dobbiamo metterci tutte le forze che abbiamo per ottenerlo. Dobbiamo investire nelle infrastrutture, in nuove scuole, nelle attrezzature, nelle occasioni di formazione. Riaprire le scuole vuol dire educazione, formazione, competenze, socialità, le gite scolastiche, i tirocini, le amicizie, il rapporto con i primi adulti importanti fuori dalla famiglia, vuol dire guardare avanti assieme.

Bentornati a chi torna – conclude Emma Petitti – non dimentichiamo che stiamo attraversando una tempesta, e questa è una festa. Ma non possiamo fermarci qui, e assieme al mio augurio vi invio il mio impegno a far sì che queste cose diventino realtà“.

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