HomeAmbienteEolico offshore, Legambiente: “Servono le gare per i progetti dell’Emilia-Romagna”

“Evitare l’errore di altre regioni: il limite quantitativo agli impianti a fonti rinnovabili è illegittimo e dannoso”


Eolico offshore, Legambiente: “Servono le gare per i progetti dell’Emilia-Romagna”


19 Maggio 2026 / Redazione

L’attuale prudenza sulle aste per l’eolico offshore non convince Legambiente Emilia-Romagna, che interviene a seguito delle ultime dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.

L’eolico, offshore e anche onshore, costituisce una parte fondamentale della transizione energetica dell’Emilia-Romagna: si tratta di un complemento necessario per gli impianti fotovoltaici, altrettanto importanti ma che hanno il limite di produrre energia solo di giorno. L’eolico, offshore e anche onshore, costituisce una parte fondamentale della transizione energetica dell’Emilia-Romagna: si tratta di un complemento necessario per gli impianti fotovoltaici, altrettanto importanti ma che hanno il limite di produrre energia solo di giorno.

“Serve uno sforzo in più per dare il via al più presto alle gare per i parchi eolici offshore già autorizzati – spiega Davide Ferraresi, presidente dell’associazione -. Di fronte all’ennesima crisi energetica di portata globale non possiamo essere timidi: in Romagna abbiamo i progetti dei nuovi parchi eolici su fondazioni già autorizzati e pronti ad essere costruiti, per i quali manca solo la garanzia della gara. Crediamo sia interesse di tutti, a livello regionale e nel nostro Paese, che si sblocchino al più presto i progetti pronti per fornire nuova potenza rinnovabile al sistema energetico italiano”.

“Chiediamo l’impegno di Governo, Regione e parlamentari del territorio a definire al più presto e in modo condiviso i passaggi per avviare in tempi brevi le aste che occorrono per sbloccare i progetti eolici offshore e senza le quali il settore rischia di fallire prima ancora di aver cominciato la sua storia” –  continua Ferraresi.

“Chiediamo un segnale chiaro anche alla Regione: il testo della proposta di legge sul quale si è avviata la discussione richiede molti miglioramenti per garantirne la legittimità e per consentire l’effettiva individuazione delle aree dove si possa accelerare l’iter per l’approvazione dei progetti di nuovi impianti”, ricorda Ferraresi. “La proposta di legge va rivista a partire dai vincoli troppo stringenti agli impianti eolici, agrivoltaici e flottanti, oltre ad eliminare il limite quantitativo alla realizzazione di impianti in funzione della Superficie Agricola Utilizzata che viene occupata dagli stessi – conclude il presidente -.Come abbiamo segnalato ai consiglieri e alle consigliere, servono dati e analisi quantitative che consentano di stimare lo spazio necessario per installare la potenza necessaria per raggiungere gli obiettivi fissati per il 2030 e per il 2035: senza queste informazioni, qualsiasi limite numerico è privo di significato e non risponde alle esigenze del territorio, delle famiglie e delle imprese che hanno invece bisogno di energia a prezzi contenuti e a zero emissioni.”