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Eppure a Rimini l’aria è migliorata, ma dobbiamo fare di più

Le polveri fini o PM 10  in questi mesi affliggono le grandi città e anche Rimini non è immune. E’ infatti fra Novembre a Marzo che si registrano i maggiori sforamenti durante l’anno. Il limite giornaliero del PM 10 è di 50 microgrammi e gli sforamenti oltre tale limite non devono essere più di 35 all’anno, secondo i parametri che si è data Comunità Europea. L’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, ha limiti più restrittivi.

Purtroppo nella grandi città gli sforamenti sono più di 35, con una variabilità legate anche alle variazioni climatiche. Sappiamo anche che un valore importante ai fini della salute hanno le particelle più piccole – PM 2.5 – e le nanoparticelle, le più minuscole in assoluto. E conosciamo pure il fatto che una situazione di polveri fini oltre quei limiti è causa di gravi danni alla salute, sia nei bambini che negli adulti, con più frequenti bronchiti e allergie nell’infanzia e aumento delle neoplasie polmonari (+10% circa) , oltre che delle broncopatie croniche e malattie cardiovascolari nell’adulto.

Un problema da non trascurare quindi. Ma una domanda che spesso mi sono posto è se il lavoro delle Amministrazioni Pubbliche sia in qualche modo servito negli anni a migliorare la situazione .

Sulla stampa spesso i valori registrati in un anno vengono comparati solo con i dodici mesi precedenti o poco più; ma questi numeri non ci descrivono in concreto l’andamento del fenomeno e ci viene il dubbio che il grande lavoro svolto non abbia spostato più di tanto il problema.

Mi sono preso allora l’impegno di calcolare l’andamento nel tempo di questi valori, scegliendo un arco temporale di 15 anni.
Devo ringraziare i tecnici dell’ARPAE, in particolare Marco Zamagni, che mi ha fornito tutti i valori del PM 10 che ho richiesto:

Da queste tabelle possiamo ricavare due dati :

  1. le medie annuali sono sempre state sotto il limite di 40 microgrammi, come stabilito dalla norma europea; e in 15 anni sono migliorate di circa il 13%.
  2. il numero degli sforamenti ha sempre superato i 35 all’anno, salvo in alcuni anni grazie ad andamenti climatici favorevoli; ma sempre in 15 anni sono diminuiti del 25%.

Quindi si può concludere che l’azione amministrativa ha portato, anche se lentamente, degli esiti favorevoli.

Con cosa?

Il primo obiettivo è stato la fluidificazione del traffico.
Solo durante il mio periodo amministrativo sono state realizzate 72 rotatorie, oltre a quelle della Statale 16  (Bellariva, S16-S9), la terza corsia dell’autostrada, i prolungamenti di via Roma e di via Sozzi, la Circonvalazione di Corpolò; poi sono arrivati tutti gli interventi realizzati durante il periodo dall’attuale amministrazione, sia in città che sulla Statale 16, con l’asse intermedio, il completamento di via Roma e di via Sozzi, le rotatorie di via Roma, alle Celle, in via della Repubblica.

La seconda ragione del calo delle polveri sta nel miglioramento del parco veicoli, con un progressivo abbandono d di quelli più obsoleti, da euro 1 a euro 4.

La terza causa è lo sviluppo di piste ciclabili (72 km solo nel mio periodo amministativo, credo altrettanti nell’attuale), che ha favorito un maggior uso della bicicletta e il maggior rispetto delle aree pedonali nel centro città, con la realizzazione e l’utilizzo di parcheggi di attestamento vicino al centro.

L’uso del mezzo pubblico ritengo abbia influito meno, anche se sarebbe un elemento importante e molto si è lavorato in questo settore: si pensi solo al TRC e vedremo se influirà quando sarà in funzione.

E infine non va dimenticato il miglioramento del riscaldamento domestico, con l’uso di caldaie più consone e controllate, il maggior utilizzo del gas e delle energie rinnovabili per il riscaldamento e il minor uso dei derivati del petrolio e della legna.

COSA FARE PER IL FUTURO

Nei prossimi anni dobbiamo sicuramente rientrare almeno nei limiti stabiliti dall’Europa, con non più di 35 sforamenti all’anno.

Le strade sono due: o continuare con il lento e progressivo miglioramento con piccoli provvedimenti annuali di portata economica minore, che potrebbero portare altri piccoli miglioramenti nell’arco dei prossimi 15 anni, oppure dare una ‘sterzata’ e introdurre provvedimenti più incisivi, ma a anche più costosi.

Certo occorre anche un cambiamento culturale , con un maggior utilizzo del mezzo pubblico e della bicicletta, e di numerose altre cose, che abbiamo illustrato in due nostri precedenti interventi.

Ecco perche’ una mobilità pulita protegge la salute 20 Settembre 2016

Ma davvero l’aria inquinata e’ colpa dei Sindaci ? 15 Dicembre 2016.

Alberto Ravaioli

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