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Erri De Luca: «Nota su Ernesto»

Fece la cosa giusta, voleva continuarla,
vivere a lungo, non diventare eroe.

Piantò la libertà su un’isola del mare dei Caraibi,
il primo Socialismo dell’Atlantico.

Sapeva fare un fuoco senza spargere fumo,
marciare nella notte e dei suoi compagni disse:
“Una catena non è più robusta del suo anello più fragile.”

Rispettava nei suoi la debolezza, che è premessa di valore.
Dormì all’aperto nel folto dei boschi e delle stelle,
studiò la medicina, imbracciò armi
e questa forse è una contraddizione.

In qualche foto è fresco di rasoio, in qualcuna sorride,
nell’ultima è il Cristo di Mantegna deposto seminudo.

Fu tradito, perché tradimento è la morte a trent’anni.
Una donna lo vendicò sparando a un certo Quintanilla
in un consolato di Bolivia in Europa.
“Usted es el señor Barranquilla?”
“No, yo soy Quintanilla.”
“Bueno” disse, e gli sparò.

Il suo nome, Monika Ertl, merita un posto in fondo a questa nota che termina così:
“È bello essere vendicati da una donna.”

Erri De Luca (Napoli, 1950)

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