HomeLA LETTERAEsselunga a Rimini, Arianna Lanci: “Quando un supermercato è meglio della natura”

“Per la gente fa scandalo uno stagno temporaneo e non l’arrivo dell’ennesima costruzione a deturpare il paesaggio”


Esselunga a Rimini, Arianna Lanci: “Quando un supermercato è meglio della natura”


23 Maggio 2026 / Redazione

L’ambientalismo di facciata è IL nodo centrale su cui orientare ogni possibile riflessione ed azione, sembra banale ricordarlo, ma forse così banale non lo è. Il sistema in cui viviamo non può che integrare solo questo tipo di attenzione verso l’ambiente, un’attenzione superficiale, sporadica, e poco altro di meglio.

L’ambientalismo mosso unicamente da interessi economici di un’economia mortifera è quindi IL grande problema da combattere, MA ovunque e a tutti i livelli, NON SOLO a Rimini. Non basta la politica: la tutela della Natura (termine che preferisco ad ambiente) passa soprattutto da un lavoro profondo, CULTURALE, anche nell’educazione, oltre che dalle scelte coraggiose di chi ci amministra, che ovviamente sono necessarie ma NON SONO SUFFICIENTI.
Ricordiamoci che a Rimini ancora in tanti rimangono scandalizzati se nasce una piccola area umida in quello che sarà il cantiere di un nuovo supermercato.

A Rimini (e NON SOLO a Rimini!) si grida allo scandalo e ci si augura che arrivi presto l’Esselunga a togliere di mezzo quel disordine e quella “sporcizia” che per un ambientalista altro non sono che un tesoro di inestimabile valore.

A Rimini fa scandalo uno stagno temporaneo, non il fatto che arriverà un nuovo supermercato. Dovendo scegliere tra l’immagine di un’area viva e selvatica e l’immagine di uno spazio geometrico, impersonale, con un nuovo edificio, un nuovo parcheggio, con macchine e alberi stilizzati, ancora in tanti non avrebbero e non hanno il minimo dubbio: meglio la seconda della prima. Quella che ai nostri occhi appare ancora come una forma di degrado e di invasione da parte della Natura sarebbe invece una via da percorrere, una diversa visone di città cui dare forma, perseguendo una benefica alleanza tra umani e Natura e aiutando concretamente la biodiversità.

Ma serve un esame della realtà: stiamo parlando della Provincia, la nostra, che secondo l’ultimo report Ispra è quella a maggior consumo di suolo nella Regione con il maggior consumo di suolo in tutta Italia. E quando si consuma suolo- è bene ricordarlo- si abbattono alberi, si azzera la vegetazione, si distruggono invisibili ecosistemi. ce ne sono tanti di cittadini che queste cose non solo le permettono, ma le vogliono perché ci campano, o meglio: ci lucrano.

Architetti, ingegneri, proprietari di palazzine che scelgono di farne condomini con parcheggi interrati per guadagnare di più dalla vendita. Bisogna essere disposti a cambiare la visione, a volere il piccolo, a desiderare una RICONCILIAZIONE CON LA NATURA- dentro, ma anche fuori dal palazzo. Se si perseguono ancora e sempre la crescita ad ogni costo e i grandi profitti di pochi allora non si può parlare di ambientalismo. Non è un problema unicamente politico, è un profondo tema culturale.

Certo, è più semplice combattere nuovo cemento vicino a casa propria, più difficile portare il diritto di una specie protetta su un ritaglio di spiaggia libera o il diritto di un intero habitat creatosi in uno spazio abbandonato dagli uomini. Ma se vogliamo sostenere l’“ambiente” bisogna pensare la sostenibilità in chiave universale, non solo in chiave antropocentrica. Bisogna pensare la Natura come viva e non solo come risorsa sfruttabile. E io sono certa che sia questa e soltanto questa la battaglia che ci aspetta, ma non nel futuro, nel presente. E al di là delle elezioni che si avvicinano.