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+Europa Rimini: “Concessioni balneari, scandalo tutto italiano”

“Dopo più di trent’anni, ancora più del 90% dei servizi pubblici locali sono gestiti senza gara e le concessioni balneari sono garantite da decenni ai soliti pochi. A parte pochi casi virtuosi, il risultato sono servizi di scarsa qualità e prezzi che certamente non sono migliorati”, denuncia William Ottaviano di +Europa Rimini.

Ieri a Roma, +Europa ha organizzat unaconferenza stampa per presentare i propri fondamentali programmatici per le prossime sfide elettorali. Concorrenza e liberalizzazioni al primo posto: la proposta di +Europa “verte su un modello trasparente di misurazione delle performance dei servizi pubblici e della customer satisfaction come indicatori per poter svolgere gare meritocratiche e garantire un servizio sempre più efficiente e di qualità a prezzi inferiori. I vantaggi sarebbero notevoli per tutti i cittadini”.

“I tentativi da parte di quasi tutti i partiti di depotenziare il ddl Concorrenza redatto dal Governo? Non ci stupiscono –  ha commentato William Ottaviano, portavoce riminese di +Europa in Emilia Romagna. “Quello delle concessioni balneari, ad esempio, è uno scandalo tutto italiano. Lo Stato ha perso il controllo di un bene pubblico, dal punto di vista della tutela del paesaggio, dal punto di vista di avere operatori nuovi e dal punto di vista di mercato.
In Romagna le Concessioni, ma anche i servizi pubblici, sono sempre nelle mani dei pochi, soliti, noti. Con consolidati rapporti politici”, prosegue Ottaviano.

“Noi siamo a fianco del Premier Draghi in questa battaglia liberale perché è nel pieno interesse dei cittadini italiani e nello specifico di tutti gli operatori della Riviera. Vivere nella continua incertezza, in balia delle continue sparate elettorali, impedisce anche agli imprenditori che lo vorrebbero, di poter pianificare investimenti e fare sempre meglio. Inoltre, è arrivato il momento di mantenere gli impegni presi con gli altri paesi europei. I fondi del PNRR, infatti, verranno sbloccati solo se saremo in grado di fare riforme importanti (attese da decenni) che garantiscano al nostro Paese di avere una crescita sostenibile e un’economia sana”, conclude.

 

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