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Evviva il Vescovo di Rimini come Don Matteo!

Come riportano diffusamente le cronache del maggio 2012, tuttora reperibili su Internet, diversi fedeli ebbero a censurare vivacemente l’allora Vescovo di Rimini Mariano De Nicolò per aver accettato di farsi accompagnare a una Cresima a bordo di una Rolls Royce d’epoca. Ciò in quanto l’utilizzo di tale prestigiosa vettura oltre che contrastare con la povertà evangelica avrebbe rappresentato uno schiaffo alla miseria che, allora come oggi, si faceva sentire anche da noi.

Quei Cattolici che protestavano… si comportavano da veri “Protestanti”. Una delle ragioni storico-sociali della Riforma Protestante nell’Europa del ‘500 fu infatti il lusso della Curia Romana, e, in particolare, la ricchezza delle vesti e di numerosi altri simboli del potere. Occorre comunque prendere atto che gli “abiti di scena” e i simboli sono, a un certo livello, indispensabili.

Un Giudice non può emettere sentenze in calzoncini corti e scarpe da tennis: deve indossare la toga. Un Generale non può comandare le proprie truppe vestito con una tuta da meccanico: deve sfoggiare una elegantissima divisa. E poi ci sono i simboli: scettri e corone di valore inestimabile, pastorali scolpiti da sommi artisti, paramenti sfarzosi, tiare e crocifissi tempestati di pietre preziose…

E le automobili? Già. Le automobili. Se un manager di successo non può esimersi dal farsi vedere ogni tanto a bordo di una Ferrari o di una Maserati, figuriamoci un Vescovo, avrà pensato il proprietario di quella Rolls Royce al momento di offrire a Monsignor De Nicolò quel ‘passaggio’ che, per educazione, Egli non potè rifiutare.

Beh. È una questione di gusti. E a me piacciono molto i Giudici della Suprema Corte che parcheggiano le loro due ruote davanti al Palazzaccio, i Re nordici che in bicicletta si recano in Parlamento e, naturalmente, i Vescovi che pedalano allegramente verso il loro Duomo.

E pertanto sono lieto che il regalo di una bella bicicletta da parte del Sindaco a nome della città, sia stato particolarmente gradito dal nuovo Vescovo Monsignor Nicolò Anselmi. Il quale, nell’occasione, ha dichiarato che se ne servirà senz’altro negli spostamenti che effettuerà per i vari servizi pastorali che lo attendono.

Il Vescovo come Don Matteo! E poiché non c’è nulla di più socializzante del pedalare l’uno accanto all’altro… non vedo l’ora di poterlo affiancare sulla mia bici per rivolgergli una domanda.

“Scusi Monsignore, ma se lei fosse il Papa, ci andrebbe o no in Ucraina?”.

Giuliano Bonizzato

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