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Ex forzanovista ritinteggia sede Arcigay. “Fatto storico”. Ma lui chiama la Polizia

Il giorno della messa alla prova di Claudio Pruni è arrivato. L’ex forzanovista, imputato nel processo per violazione della Legge Mancino per il corteo funebre imbastito a Cesena dal movimento neofascista il 5 febbraio del 2017  per protestare contro la celebrazione della seconda unione civile di due persone omosessuali, ha usufruito della misura disposta dal Tribunale di Forlì convertita in lavori socialmente utili.

Sul piano concreto Pruni ha prima dovuto ritinteggiare le pareti del cimitero della frazione cesenate di Diegaro per poi lustrare e rimettere a nuovo anche i locali della sede Arcigay di viale De Warthema.

Questa mattina l’imputato, originario di Forlì, si è presentato in sede secchio e pennello alla mano. Ma alla vista dei giornalisti si è rifugiato in un piccolo stanzino dell’edificio manifestando l’intenzione di chiamare le Forze dell’Ordine e di non riprendere il lavoro all’arrivo dei giornalisti, (presenti in massa anche da tv e testate nazionali).

Tanto che in poco tempo si sono materializzati la Digos e gli agenti della Polizia di Stato già presenti sul posto per tutelare l’ordine pubblico. Gli agenti in pochi minuti hanno identificato tutti i giornalisti presenti sul posto, piuttosto increduli per l’insolita procedura.

Alla sede di Arcigay questa mattina erano presenti anche a vicesindaca Gloria Lisi, il presidente Marco Tonti e l’avvocato dell’associazione Christian Guidi. La vicesindaca ha sottolineato l’importanza del gesto. “Che la messa alla prova abbia avuto luogo in un edificio di proprietà del Comune ma dato in concessione a un’associazione che tutela i diritti delle persone lgbt è un gesto sicuramente simbolico che ricorda che certi valori non possono essere messi in discussione” ha spiegato la Lisi.

In conferenza stampa il legale di Arcigay Christian Guidi ha ribadito come “il processo a carico dei partecipanti al corteo funebre del 5 febbraio di tre anni fa sia un fatto storico. Mai la legge Mancino contro le discriminazioni razziali è stata interpretata per punire atti omofobici. Ma ciò nonostante serve una legge ad hoc”.

Sono due i processi a carico dei forzanovisti. Il primo riguarda Mirco Ottaviani per i manifesti funebri affissi per le vie di Cesena nel settembre del 2016 quando in Comune venne celebrata la prima unione civile dall’approvazione del ddl Cirinnà.

Il secondo riguarda gli undici imputati alla sbarra per il corteo funebre. La prossima udienza è in programma il 15 aprile. Se Pruni dimostrerà di aver estinto le 14 ore di lavori socialmente utili previste la sua posizione verrà stralciata.

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