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Fakenews, il sindaco Tosi si scusa ma chiede che lo faccia anche Bonaccini

Renata Tosi si scusa con Stefano Bonaccini e Matteo Richetti per la notizia falsa che li riguardava  e che lei ha rilanciato. Però chiede a sua volta le scuse del candidato del centrosinistra.

“Quando si sbaglia, è corretto chiedere scusa – scrive il sindaco di Riccione in un comunicato del Comune – Ho condiviso un post vecchio, in cui si scriveva di una indagine in corso, senza accorgermi che era un post rilanciato da altri, ma vecchio di anni; pertanto, con tutta l’onesta intellettuale che mi è propria, chiedo scusa al Governatore ed a Matteo Ricchetti. Credo che il buon dovere di un politico sia -anche- quello di ammettere i propri errori”.

“Detto questo, mi spiace leggere le parole “violente” utilizzate dal candidato del PD alla Presidenza della Regione, in merito all’episodio. Leggo con stupore che lo stesso si scaglia (giustamente) contro una “fake news”, salvo utilizzare egli stesso una “fake news” nel suo stesso comunicato di accuse”.

“A scanso di equivoci, è una “fake news” quella che scrive, quando afferma che io sia “leghista”. Sono Sindaco di una città e segreteria e coordinatrice di due liste civiche, ma non ho mai avuto la tessera leghista in tasca”.

“Poi, sempre per rimanere in tema di fake news, non sono io (nemmeno candidata) ma è Bonaccini che ogni giorno spara promesse come botti a capodanno: “Pensiamo alla cittadella della sicurezza” alla Giulio Cesare”, o solo alle “concessioni ai balneari per trenta anni”, quali ultime chicche…. Promesse inventate. Fake news certe.
Ribadisco, chiedo scusa per l’errore alle due persone non indagate.
Ma sarebbe bello, nel contempo, che anche il Governatore mi chiedesse scusa”.

“Anche perché quel post, è vero, faceva riferimento ad una notizia vecchia ma comunque ancora leggibile in Internet e di conseguenza postabile e ripostabile all’infinito da chiunque. Chiunque, candidato, amministratore o attivista che fosse stato, avrebbe quindi potuto commettere il mio stesso errore. La differenza è che quando qualcosa arriva da Riccione, e da me, si scatenano le “ire funeste”, perché Riccione è una città che si è sganciata dal Pd. Riccione è un modello di buona amministrazione. Un’amministrazione che, fuori dalla logica della sinistra progredisce e prospera, fa paura”, conclude Renata Tosi.

 

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