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I fantastici scatti di Luca Gambuti, il campione dei fotografi MotoGP

Fotografare è cogliere l’attimo. Per rendere immortale la realtà basta poco. Serve semplicemente una macchina fotografica e un obiettivo. Scattare una foto sembra la cosa più semplice del mondo e di certo questi smartphone ultra tecnologici hanno semplificato la vita a molti. Ma catturare l’attimo, dipingere un momento e renderlo vivo agli occhi degli altri è qualcosa di estremamente complicato. Eh sì, perché le fotografie hanno un’anima, non si vede a occhio nudo ma c’è. Solo pochi fotografi (che possono dirsi tali), possono tirarla fuori e uno di questi porta il nome di Luca Gambuti, 36enne di Cattolica, appassionato di fotografie e di moto. E proprio grazie alle moto che è riuscito a piazzarsi sul gradino più alto del podio di una gara riservata ai fotografi professionisti accreditati alla Moto Gp.

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Gambuti ha vinto la terza edizione di Rimini Racing Shot. Questo contest è un’iniziativa promossa dal Comune di Rimini, ed è andato in scena in occasione del Gp di San Marino e della Riviera di Rimini. La foto che ha regalato la vittoria a Gambuti (nell’immgine di apertura), ritrae Valentino che corre sulla sua Yamaha, sul circuito del Saschsenring in Germania, con un cielo plumbeo sullo sfondo.

Gambuti, che cos’è per lei la fotografia?

«La fotografia è prima di tutto una passione e non potrebbe essere altrimenti. Oggi tutti fanno foto, se non ci metti passione cadi subito nella banalità e non racconti nulla con una immagine».

Il traguardo a Silverstone

Il traguardo a Silverstone

Da quanto tempo immortala in un semplice scatto tutto ciò che la circonda?

«Praticamente faccio foto da sempre, però diciamo che è diventata la mia professione a tempo pieno, da quando ho finito l’Università».

Valentino Rossi

Si sente più artista o tecnico della fotografia?

«Sono entrambe definizioni terribili e spero di non definirmi mai ne artista ne tecnico!
Provo a spiegarmi: oggi tutti si sentono ‘artisti’, basta un cellulare, due filtri di Instagram e già si fanno chiamare artisti e si sentono arrivati. Lo stesso discorso vale per il tecnico, perché se ti limiti ad essere un mero esecutore di fotografie e non ci metti del ‘tuo’, per quanto tu possa conoscere bene lo strumento che utilizzi, difficilmente riuscirai ad emozionare qualcuno con le tue immagini. Diciamo che bisogna conoscere la tecnica di base, ma questo non basta, perché bisogna evolversi ed aggiornarsi di continuo, bisogna osservare e provare a capire perché una foto è migliore di un’altra».

Andrea Dovizioso

Andrea Dovizioso

Crede che il passaggio dal rullino al digitale sia stato un bene o un male per i fotografi?

«Nel mio caso l’avvento del digitale è stato utile, perché mi sono subito buttato a capofitto nel digitale, esattamente nel momento in cui tanti ottimi fotografi non volevano mollare la pellicola e si ostinavano ad utilizzarla nonostante il ‘nuovo’ avanzasse in maniera prepotente. E’ stata una bella occasione per favorire un bel ricambio generazionale in questo lavoro. Se poi vogliamo essere onesti, il digitale oggi ha solo un problema: tutti scattano una marea di foto senza pensare, e poi tra un mucchio di immagini sperano di trovare qualcosa di buono. Una volta invece con la pellicola la foto si pensava’ prima».

Valentino Rossi

Valentino Rossi

Che macchina usa?

«Rigorosamente Nikon. Le mie preferite attualmente sono la D5 e la D810, ma per esigenze ‘contrattuali’, ho iniziato a lavorare tanto con GoPro, dato che ad ogni Gran Premio devo portare a casa una Gallery rigorosamente scattata con le piccole action cam americane».

Valentino Rossi

Valentino Rossi

Quali sono i suoi soggetti preferiti oltre ai piloti di moto?

«Diciamo che un professionista deve adattarsi a quello che ha di fronte, sempre mettendoci del suo per raccontare qualcosa in maniera soggettiva, però raccontare i momenti di Sport mi piace tanto».

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Quanti scatti ha realizzato fino ad ora?

«Bella domanda, non ci avevo mai pensato. Non saprei, però se vogliamo provare a contare solo la Moto Gp, in cui sono 10 anni che seguo le gare, diciotto all’anno più i test, ad ogni week end scatto tra le 5000 e le 10000 fotografie, quindi sono parecchie».

La Ducati al Misano World Circuit "Marco Simoncelli"

Andrea Dovizioso al Misano World Circuit “Marco Simoncelli”

Ci vuol parlare della foto a Valentino con cui ha vinto il concorso?

«Dunque, quella è la discesa della curva Waterfall, la mitica curva 11 del Sachsenring in Germania, una di quelle curve leggendarie un po’ come il Cavatappi di Laguna Seca. La sua particolarità è che si tratta di una curva cieca in discesa, dove i piloti si buttano senza vedere cosa c’è al di la dello scollino. Diciamo che nel caso della mia foto, la difficoltà è sapere più o meno quale traiettoria seguirà il pilota, magari osservandolo nei giri prima, e poi scattare nell’esatto momento in cui lui appare. E’ una di quelle foto che scatto tutti gli anni, però questa volta l’elemento che ha reso la foto più particolare, è il cielo che c’e dietro: nuvole cariche di pioggia che sovrastavano il pilota».

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È anche personalmente appassionato di moto? O del “motore” e basta, come si dice da queste parti?

«Sono molto appassionato del “motore”. Sono cresciuto in una zona dove è molto pratico e divertente muoversi su due ruote. Attualmente ho un X-Max e una Ducati Scrambler».

Valentino Rossi

Valentino Rossi

Parteciperà ad altri concorsi?

«Sicuramente è stata una bella soddisfazione, ed un bel colpo di fortuna, ma preferisco pensare al mio lavoro quotidiano, a divertirmi mentre scatto e a produrre immagini in grado di soddisfare ed emozionare i miei clienti ed i miei committenti. Se in mezzo a questi salterà fuori qualcosa di particolarmente interessante, magari ci riproverò…».

Nicola Luccarelli

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