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Federico da Montefeltro smascherato: decifrata dopo 500 anni lettera segreta a San Marino

Federico da Montefeltro di nuovo smascherato. Come già accaduto per la congiura contro Lorenzo il Magnifico, dopo mezzo millennio una lettera cifrata del Duca di Urbino è stata decifrata, svelando una trama fin ora ignota agli storici. Il messaggio era indirizzato a San Marino ed era rimasto per tutto questo tempo negli archivi della Repubblica.

Ora l’annuncio della Segreteria di Stato per l’Istruzione e la Cultura, dell’Università di Urbino e del Comitato per il sesto centenario dalla nascita di Federico da Montefeltro.

“Io ve aviso che el micer porta con sé letere, acordo, trame”: è questo l’incipit dell’unica breve lettera in cifra di Federico da Montefeltro conservata nell’Archivio di Stato della Repubblica di San Marino, che oggi è stata finalmente decrittata a distanza di 562 anni da quando fu scritta dal celebre principe del Rinascimento. Ci è riuscito dopo un duro lavoro Ivan Parisi, ricercatore italiano a Valencia, che è venuto a capo di un codice che utilizzava 28 simboli, tra cui molti senza significato inseriti nel testo solo per rendere più difficile la decrittazione a terzi.

Si tratta di uno fra i primi, ragguardevoli risultati scientifici raggiunti nell’ambito delle iniziative messe in cantiere per celebrare i 600 anni dalla nascita di Federico da Montefeltro (1422-1482), intitolate Il duca Federico: per un Rinascimento del terzo millennio. Si tratta di un progetto di vasta portata, che prevede fra l’altro due grandi mostre e due convegni internazionali. Il comitato per le celebrazioni, a capofila del quale ci sono i comuni di Urbino e Gubbio, vede la partecipazione di molte istituzioni italiane e internazionali e di molti studiosi, a cominciare da Franco Cardini che lo presiede e da Tommaso di Carpegna Falconieri che lo coordina.

Federico da Montefeltro non è nuovo a questo genere di trame. Fra le altre, è ormai ben nota la lettera cifrata che, conservata a Urbino nell’Archivio Ubaldini-Catalani recentemente donato all’Accademia Raffaello, ne rivela il ruolo di primo piano avuto nella congiura dei Pazzi che nel 1478 causò nella cattedrale di Firenze la morte di Giuliano de’ Medici e il ferimento di suo fratello Lorenzo il Magnifico.
Ma a cosa si riferisce, invece, la lettera ai sammarinesi?

“Siamo a Urbino nell’aprile del 1459 nel pieno dell’eterna lotta tra Federico, conte di Montefeltro e di Urbino, e Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini – rivela Tommaso di Carpegna Falconieri – per l’egemonia fra le potenze della Romagna a cui non rimasero estranei i maggiori Stati italiani. La Repubblica di San Marino si ritrova coinvolta come alleata del primo in una feroce guerra che si concluderà – in questa fase – solo il 6 agosto con il compromesso di Mantova. Federico scrive quindi in gran segreto ai capitani reggenti della Repubblica annunciando loro l’invio di un suo uomo (“micer” sta per “messere”) per informarli sulle trattative in corso per giungere alla pace, consigliando di desistere dalla loro intenzione di volervi essere nominati”.

Ivan Parisi lavora in Spagna presso l’Institut Internacional d’Estudis Borgians di Valencia, dove coordina la realizzazione di un immenso database su tutta la documentazione dei due pontefici Borgia – che di trame e intrighi ne sapevano qualcosa – conservata nei registri dell’Archivio Apostolico Vaticano. La lettera cifrata sarà pubblicata insieme con l’intero carteggio tra Federico e la Reggenza sammarinese e verrà esposta, insieme con altre fonti utili a illustrare alcune tra le vicende più importanti della vita del Duca, nella mostra documentaria che si terrà l’anno prossimo, sempre nell’ambito delle iniziative del centenario federiciano, nella sede Biblioteca universitaria di San Girolamo.

 

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