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“Feel Free”, ovvero come aiutare i malati di cancro a lavorare in azienda

Feel Free. Si chiama così il progetto ideato dalla cancer coach sammarinese Mara Mussoni per fornire i giusti strumenti a tutti  quelli che devono farei conti con tumore e cancro e vogliono continuare a lavorare e ai loro cari che devono prendersene cura.   In Italia, nel 2018, si sono registrati ben 373 mila nuovi casi con 4 milioni familiari e caregiver coinvolti. L’aumento di opzioni terapeutiche incrementa tantissimo la percentuale di sopravvivenza, che si stima tra il 70 e il 90%. Il 91% di malati di cancro ritiene fondamentale continuare a lavorare. In un’azienda con 1000 dipendenti si stima che, ogni anno, mediamente, ci siano almeno 2 nuovi casi di tumore e 200 persone coinvolte in quanto familiare e caregiver. È stato calcolato, nel 2009, dal Working Whith Cancer, che con un’adeguata formazione si possano abbattere le assenze per malattia del 20% dei malati  e del 40% dei familiari, oltre ad una riduzione del ricorso al prepensionamento anticipato dal 25% al 5% in 5 anni. Nonostante specifiche tutele giuridico/economiche che garantiscono il reinserimento al lavoro, la malattia condiziona lo svolgimento dell’attività lavorativa, con ripercussioni sulla qualità della vita e produttività dell’azienda. Il lavoratore che convive con la malattia o assiste un familiare malato teme di subire demansionamenti, discriminazioni o licenziamenti. A ciò si aggiungono il pregiudizio e  lo stigma che caratterizzano l’ambiente di lavoro.
Mara Mussoni, qual è lo scopo di Feel Free?
“Innanzitutto nasce dalla mia esperienza personale e dal mio progetto come  cancer coach, nato proprio in concomitanza con il mio secondo cancro. Feel Free è un progetto welfare e/o CSR ( corporate social responsibility ndr),  che l’azienda attua a sostegno dei collaboratori affinché il lavoro non diventi un altro problema da gestire oltre alla malattia . Ha  lo scopo di formare l’azienda, in tutto il suo organigramma, affinché sappia come gestire i dipendenti/malati e/o i caregiver, per garantire un corretto reinserimento lavorativo, assicurare il mantenimento di una buona motivazione e un clima positivo, non perdendo risorse formate ed evitando contenziosi. Inoltre, l’obiettivo di questo progetto è quello di sensibilizzare il management aziendale, trasformando così l’azienda in un porto sicuro di accoglienza e flessibilità, per tutelare e mantenere il suo livello di produttività e aumentare la sua credibilità con i collaboratori e clienti”.
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