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Femminicidio a Rimini, Nelia Rodriguez uccisa con 21 coltellate dopo aver rifiutato matrimonio

Le ha chiesto di sposarla, mostrandole un anello e poi ha provato ad abbracciarla. Lei ha declinato e lo ha respinto. Lui in un lampo ha afferrato un coltello da cucina e ha riversato sull’ex compagna una violenza cieca, quasi indicibile. Ventuno fendenti, alla schiena quelli più violenti e mortali. Alla scena ha assistito la figlia dell’uomo (che però non è imparentata con la vittima) che ha tentato invano, di fermare il massacro rimediano due lievi ferite. Anzi, dopo averla messa da parte l’assassino ha continuato a colpire l’ex compagna con colpi al volto e all’addome.

Sono queste le dinamiche del femminicidio di Nelia Rodriguez, la quarantaseienne di origine peruviana assassinata ieri al civico 101 di Via Dario Campana. A ucciderla Maximo Aldana De La Cruz, 53enne suo connazionale. Per 15 anni avevano avuto una relazione in Perù, poi la vittima si era trasferita a Rimini per fare la badante. Lui, De La Cruz era arrivato in Italia solo lo scorso aprile per cercare di riallacciare i rapporti.

Non vivevano in Via Dario Campana dove invece abitavano altri connazionali tra cui la cugina della donna. Nelia Rodriguez trascorreva in quell’appartamento solo alcuni giornate, di tanto in tanto mentre nell’appartamento in cui si è consumato il delitto vivevano altri cittadini di origine peruviana che non c’entrano nulla con quanto accaduto. La figlia dell’assassino, che si trova ora in carcere in attesa della convalida dell’arresto.

Il delitto è avvenuto neppure un mese di distanza dal femminicidio di Angela Avitabile per mano di Raffaele Fogliamanzillo dello scorso 23 aprile.  “Siamo in presenza di una questione maschile” ha detto – “L’uomo non è consapevole della sua incapacità di accettare un rifiuto e spesso la donna non è consapevole dei rischi che corre. In questa direzione l’ammonimento domestico è una misura più efficace e rapida di quello per stalking. Ma per le dinamiche di questo ultimo delitto purtroppo non erano presenti segni premonitori. Dopo aver confessato ha detto più volte “l’ho uccisa ma le volevo davvero bene”.

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