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Fertirrigazione: campi felici e mare blu

Come riferito da Chiamamicitta.it in una recente intervista a Riccardo Santolini, Romagna Acque lavora da tempo al progetto di impiego dei reflui depurati in agricoltura. Ma questo progetto, di cui già invocavo l’attuazione nelle Cronache Malatestiane di un quarto di secolo fa, mi ricorda un po’ le bellissime statue degli imperatori Augusto e Tiberio donate da Roberto Valducci al Comune nel dicembre del 2000 e tuttora stese per il lungo negli scantinati del museo nonostante le promesse di scarcerarle in occasione del decorso Bimillenario.

Già. Il progetto c’era e pure il relativo finanziamento… ma purtroppo sono sopravvenute altre ‘priorità’. Il 13 marzo 2012, a chiusura di una serie di conferenze patrocinate dal Rotary Rimini Riviera cui parteciparono Docenti di Chimica Agraria e Microbiologia Marina, Manager del CER e illustri Agronomi, l’Ing. Massimo Totti (Direzione Infrastrutture Mobilità e Ambiente) assicurava, davanti alle Telecamere di Icaro TV, che il Piano di fertirrigazione sarebbe stato realizzato subito dopo il raddoppio del depuratore di S. Giustina, impegno successivamente confermato dall’Assessore all’Ambiente Sara Visintin ospite d’onore dell’analoga Convention rotariana del 23 aprile 2013.

Essendo trascorsi sette anni dal taglio del nastro del suddetto raddoppio (23 giugno 2015) il mancato intervento potrebbe dipendere dal fatto che per quanto riguarda i problemi dovuti alla siccità (il Comunicato dell’Amministrazione in data 24 giugno u.s.) ‘la riviera romagnola, non vive situazioni straordinarie e urgenti’. Infatti, anche se il Canale Emiliano Romagnolo non riceve più nulla dal Po in secca, possiamo sempre contare su quel Bacino di Ridracoli sul quale previdentemente a suo tempo investimmo, evitando lo sforacchiamento del Marecchia e il ricorso degli agricoltori all’acqua di falda.

Purtroppo la situazione, trascorsa appena una decina di giorni da quel comunicato, si è aggravata al punto che il Sindaco di Rimini, con ordinanza 7 luglio u.s. (valida dall’8 luglio al 21 settembre salvo proroghe) si è visto costretto a vietare annaffiamenti di orti giardini autovetture e cortili dalle 8 alle 20, nonché a chiudere i rubinetti di fontane pubbliche e piscine private. Non senza rivolgere un doveroso appello al senso civico dei cittadini onde ricorrano alla doccia anziché alla vasca ed evitino ‘di far scorrere l’acqua del rubinetto durante il lavaggio dei denti e la rasatura della barba’.

Bene. Anzi male. Considerato che la siccità è destinata ad aumentare drammaticamente in futuro a causa di ormai irreversibili mutamenti climatici, l’avere a disposizione un altro ‘bacino’ pari a quello di Ridracoli ( e cioè i 30 milioni di metri cubi di acqua dolce prodotti annualmente dal nostro depuratore) rappresenta ormai una super-priorità da attuare in tempi ultrasonici.

Oltretutto ne godrebbe, e parecchio, anche il turismo balneare. Come ci insegnano i Docenti di Biologia Marina, l’acqua scaricata in mare al termine del processo di depurazione, ‘anche se fosse distillata, cioè purificata al massimo livello’ (Prof. Corrado Piccinetti) rappresenterebbe comunque una minaccia per l’ecosistema sottocosta, proprio là dove ‘si tocca’ e di conseguenza si immerge chi non sa nuotare a partire dai bambini. Infatti, quando l’Adriatico è caldo e calmo, l’acqua dolce del depuratore, galleggiando su quei bassi fondali, si stratifica al disopra di quella salata impedendo lo scambio dell’ossigeno con gli strati sottostanti. Ciò determina quelle condizioni di anossia e ipossia che tolgono al mare colore e trasparenza provocando il proliferare di microalghe marroncine o rossastre la cui natura viene spesso equivocata da mamme ansiose e da turisti disinformati.
Fertirrigazione. Campi felici e mare blu.

Giuliano Bonizzato

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