HomeLA LETTERAFiera di Rimini, l’allarme di un residente: “Non si può vivere perennemente nel caos”

“Il concerto di Vasco Rossi e RiminiWellness hanno paralizzato l'intera città: siamo al limite”


Fiera di Rimini, l’allarme di un residente: “Non si può vivere perennemente nel caos”


31 Maggio 2026 / Redazione

Un residente del quartiere fieristico di Rimini, scrive una lettera per lamentare il continuo caos che i residenti sono costretti a subire, culminato, in questi ultimi giorni, con la concomitanza di RiminiWellness e il concerto di Vasco Rossi.

Scrivo questa lettera per dare voce a chi, come me, abita a ridosso del quartiere fieristico di Rimini (in via Turchetta). In questi giorni si sente giustamente parlare del successo delle manifestazioni, dei record di affluenza e dell’indotto per la città. C’è però un ‘dietro le quinte’ di cui nessuno parla mai: la vita dei residenti, letteralmente sequestrati in casa propria e costretti a subire un degrado insostenibile.

La mia non è una lamentela generica, ma un elenco di fatti che rendono la vita invivibile durante le giornate del Wellness 2026:

  1. bombardamento acustico senza sosta: il rumore di questo evento inizia alle 8 del mattino e prosegue ininterrottamente fino alle 23:30 di sera. Non c’è un momento di tregua, né la possibilità di godersi il proprio spazio domestico in pace. Mi chiedo se sia normale, o anche solo legale, imporre un simile baccano a un intero quartiere per oltre quindici ore al giorno. Dubito fortemente che la normativa italiana sui limiti di rumore preveda una deroga totale al diritto al riposo dei cittadini (la municipale evita di rispondere alla domanda ‘posso sapere se hanno un permesso e fino a che ora?’).
  2. le pulizie notturne: quando finalmente cala il silenzio sulla manifestazione, inizia il secondo turno. Dall’1:00 alle 2:00 di notte veniamo regolarmente svegliati dal rumore assordante delle operazioni di pulizia della fiera: soffiatori per la strada a pieno regime e lo scarico violento dei grandi bidoni della spazzatura. Dormire è un lusso.
  3. latrina a cielo aperto: il problema più grave tocca la decenza e l’igiene. Nel boschetto confinante con il mio giardino privato, di proprietà della Fiera di Rimini, c’è gente che continua a urinare a tutte le ore del giorno. Il mio confine è diventato un pisciatoio a cielo aperto a pochi metri dalle mie finestre, con odori nauseabondi che mi impediscono di uscire in giardino. Ho chiamato la struttura il 29 e il 30 maggio per segnalare l’accaduto in tempo reale, ma sono stato liquidato con un rassegnato “segnaliamo alla security”. Ovviamente, non è cambiato nulla. Neppure la municipale può fare nulla (così rispondono al telefono – pazzesco!).
  4. parcheggio selvaggio: le strade residenziali intorno alla fiera vengono prese d’assalto dalle auto dei visitatori. Pur di non pagare i 15 euro dei parcheggi ufficiali della fiera (che restano parzialmente vuoti), le auto vengono lasciate ovunque: sui marciapiedi, davanti ai passi carrabili, in mezzo alla carreggiata.
  5. ostaggi del calendario fieristico: la conseguenza di tutto questo è che la mia vita e quella della mia famiglia non sono più regolate dalle nostre esigenze, ma dal calendario della fiera. Non possiamo pensare di uscire in macchina quando ci pare perché rimarremmo intrappolati nel caos, né possiamo invitare nessuno. Dobbiamo pianificare la nostra esistenza in base ai padiglioni vicini.

A rendere la situazione ancora più inaccettabile è la totale schizofrenia della gestione pubblica. Il Comune di Rimini era perfettamente a conoscenza dei rischi: in una sua stessa ordinanza (in allegato), si legge testualmente che ‘[…] negli anni passati si sono già rilevati riflessi impattanti sulla viabilità cittadina’. Eppure, nonostante questa consapevolezza, l’amministrazione ha avuto la ‘bella idea’ di concentrare due eventi di enorme portata nello stesso weekend. Vista la saturazione evidente, uno dei due doveva essere spostato o semplicemente non fatto. A questo si aggiunge il fatto che, a dire di moltissimi avventori, i trasporti pubblici non hanno retto (come sempre). Ma si continua imperterriti a non ascoltare i cittadini (la soluzione tanto si sa: metromare per tutti e passa la paura)”.

La beffa finale è arrivata nelle giornate di venerdì e sabato. Ogni mia singola segnalazione fatta alla Polizia Municipale è stata praticamente ignorata. La risposta? ‘C’è il concerto di Vasco Rossi’Come se l’intera città dovesse spegnersi e tollerare solo perché c’è un grande evento da un’altra parte. In effetti, nella zona della Fiera nelle giornate di venerdì e sabato, non si è vista una pattuglia da nessuna parte, nemmeno per gestire un traffico che era ormai al collasso.

Tutto questo fa pensare che forse, forse, siamo arrivati al punto di saturazione. È ora di fermarsi e pensare a rivedere seriamente i piani prima di costruire altro. Un grande evento è un successo per la città solo se rispetta chi quella città la abita e la vive tutto l’anno, non se ne calpesta la dignità trasformando i quartieri residenziali in zone franche”.

Ho come il sentore che molti cittadini ormai affrontino la cosa con un “tanto non ci fai nulla”, e che quindi ci sia un gran approfittarsi da parte delle istituzioni. Dovremmo essere tutelati, e invece, con la solita ventennale scusa del “eh ma questi eventi portano soldi”, noi residenti veniamo sistematicamente messi da parte. Spero che questa denuncia serva a qualcosa (e che domani io riesca a dormire).