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Fiere. Non ci sarà nessuna fusione con Bologna. Merola critica Rimini e pensa a Milano

Altra puntata della discussione, infinita, sull’integrazione delle fiere della Regione. In particolare la fusione tra Rimini e Bologna.

Il Sindaco di Bologna Virginio Merola  ieri sera (venerdì 31 agosto) dal palco della Festa dell’Unità, nel tradizionale incontro con i giornalisti, ha parlato anche di Fiere. Il pensiero di Merola è conosciuto da tempo. Una maxi-fusione con Milano: “Potremmo fare il primo expo italiano senza danneggiare nessuno, anzi facendo il bene di questo Paese”.

Già nel 2017 chiamamicitta.it aveva riportato il dibattito in corso sulle alleanze tra fiere.

Evidente che l’auspicio del sindaco di Bologna di una alleanza tra fiera di Bologna e Milano chiuderebbe definitivamente il progetto del sistema fieristico unico regionale. Merola si è spinto oltre nel suo intervento alla festa de l’Unità di Bologna. Non si fa una fiera unica per volontà politica e basta, “noi collaboreremo con Rimini, ma non faremo una fusione se non conviene anche a Bologna”, ha messo in chiaro Merola: “Bonaccini, a differenza di me, ha un problemino – ha spiegato ancora il sindaco -: in Emilia-Romagna ci sono altre fiere e quindi è preoccupato per Rimini e Parma, io lo capisco, ma dico solo che i piani industriali devono funzionare ed essere competitivi sul mercato». Merola ha anche annunciato che la prossima settimana “incontreremo Rimini, vedremo nel merito se si può collaborare insieme lo faremo”.

Purtroppo la premessa a quell’incontro con Fiera di Rimini la prossima settimana,  rischia di renderlo praticamente inutile. Il sindaco Merola ha anche chiosato sul debiti delle due fiere: “se permettete: la Fiera di Bologna ha solo 19 milioni di euro di debiti, quella di Rimini non lo dico, perché vuole quotarsi in Borsa”

La realtà è che le due fiere da anni hanno fatto scelte diverse. Scelte dettate da situazioni diverse.

Un quartiere fieristico nuovo a Rimini mentre quello di Bologna solo nel 2016 ha avuto il via libera per una riqualificazione delle strutture con un investimento di 100 milioni di euro.

Nel confronto difficile con Bologna ha pesato anche una difficile gestione della governance della Fiera di Bologna rispetto a quella di Rimini.

Da una parte- Bologna- con una proprietà che pur avendo in maggioranza i soci pubblici, richiede comunque da parte dei soci pubblici una alleanza con i soci privati per determinare le maggioranze mentre a Rimini la maggioranza è saldamente nelle mani dei soci pubblici ed ha permesso unità di intenti e continuità di governo del complesso fieristico di Rimini.

La Fiera di Rimini ha fatto la fusione con Vicenza ed ora punta alla quotazione in borsa.

Anche Parma, a fronte dell’immobilismo di Bologna, si è guardata attorno. Nel 2017 ha stretto una alleanza con Fiera di Verona dando vita a VPE (Verona Parma Exibitions).
In realtà l’unico polo fieristico senza strategia di alleanze chiare è Bologna.

La prospettiva del sistema fieristico regionale unico andava realizzato 15 anni fa. Allora non era pronta Bologna ora difficilmente vi sono le condizioni

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