Fileni di Maiolo, nuova interrogazione in Regione sulla conformità dell’allevamento biologico
29 Maggio 2026 / Redazione
Torna al centro dell’attenzione politica regionale il polo avicolo Fileni di Cavallara, nel comune di Maiolo. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Nicola Marcello ha presentato un’interrogazione a risposta scritta alla Giunta dell’Emilia-Romagna chiedendo chiarimenti sui controlli ambientali, strutturali e sulla conformità biologica dell’impianto.
Nel documento, Marcello ricostruisce l’iter autorizzativo dell’allevamento, ricordando che nel gennaio 2020 la Società Agricola Biologica Fileni S.r.l. aveva presentato alla Regione l’istanza di Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) per la realizzazione del progetto di ristrutturazione aziendale mediante demolizione e ricostruzione di un allevamento avicolo in località Cavallara. Successivamente, con deliberazione della Giunta regionale del 4 aprile 2022, era stato rilasciato il PAUR comprensivo di Valutazione di impatto ambientale e Autorizzazione integrata ambientale, subordinando l’attività al rispetto delle prescrizioni ambientali e delle normative europee in materia di agricoltura biologica e benessere animale.
L’interrogazione ripercorre anche le principali tappe realizzative dell’impianto. Nella documentazione richiamata dal consigliere si evidenzia che l’inizio dei lavori è stato comunicato il 5 settembre 2022, mentre nel luglio 2025 è stata presentata la Segnalazione certificata di conformità edilizia e agibilità parziale relativa al settore B dell’impianto. Il 31 luglio 2025 è stata comunicata la fase di primo accasamento e il 4 agosto successivo è stato avviato il primo inserimento di circa 54 mila polli biologici distribuiti in cinque capannoni, mentre altre parti della struttura risultavano ancora in fase di completamento.
Marcello ricorda inoltre di avere già presentato, il 24 settembre 2025, una richiesta di accesso agli atti ai sensi dell’articolo 30 dello Statuto regionale e successivamente, il 22 novembre dello stesso anno, una precedente interrogazione sul rispetto delle prescrizioni contenute nel PAUR, sulle emissioni odorigene e sui monitoraggi ambientali. Nella risposta fornita alla richiesta di accesso agli atti, sottolinea il consigliere, “ARPAE ha dichiarato che l’impianto aveva avviato la propria attività il 4 agosto 2025, ma che non risultava ancora a regime e che, fino a quel momento, non erano ancora state eseguite visite ispettive, precisando che eventuali controlli sarebbero stati programmati successivamente sulla base della valutazione del rischio ambientale”.
L’esponente di Fratelli d’Italia richiama poi una nota della Prefettura di Rimini del marzo 2026 dalla quale emergerebbe che i lavori sarebbero ancora in corso, che il completamento complessivo dell’impianto sarebbe previsto per aprile 2027 e che risultano attivi soltanto otto capannoni, mentre altri sette sarebbero ancora in fase di realizzazione. Nella stessa nota viene ricordata la sottoscrizione, nel maggio 2025, di un protocollo d’intesa tra Regione Emilia-Romagna, ARPAE, Ausl Romagna, Comune di Maiolo, Unione dei Comuni della Valmarecchia e Provincia di Rimini finalizzato all’analisi tecnico-scientifica dei dati di monitoraggio ambientale dell’impianto.
Nell’interrogazione viene evidenziato come “negli ultimi mesi il tema dell’allevamento avicolo di Cavallara ha generato forte attenzione pubblica e numerose preoccupazioni tra i residenti e le comunità della Valmarecchia”, con particolare riferimento ai possibili impatti odorigeni, ambientali, paesaggistici e sanitari. Marcello richiama inoltre le osservazioni avanzate dal Comitato “PER la Valmarecchia”, secondo cui non sarebbe chiaramente individuato un ente pubblico incaricato di verificare in maniera complessiva la conformità dell’allevamento rispetto ai requisiti previsti dal Regolamento europeo 2018/848 sull’agricoltura biologica.
Secondo quanto riportato nell’atto ispettivo, “non apparirebbe quindi chiaramente individuato un ente pubblico responsabile della verifica complessiva della conformità strutturale e gestionale dell’impianto rispetto agli standard europei previsti per gli allevamenti biologici”, una situazione che, secondo il consigliere, rischierebbe di creare un vuoto di coordinamento e responsabilità amministrativa su aspetti quali densità di allevamento, accesso agli spazi esterni, sostenibilità ambientale e coerenza tra il progetto autorizzato e l’effettiva gestione dell’attività.
Con l’interrogazione, Marcello chiede alla Giunta regionale di chiarire diversi aspetti, tra cui la coerenza tra l’avvio dell’attività dell’impianto il 4 agosto 2025 e la successiva notifica di avvio dell’attività biologica, la conformità della configurazione attuale rispetto a quella autorizzata in sede di VIA e PAUR, le motivazioni che hanno portato alla riduzione dei capi allevati e alla sospensione del capannone 7, l’esistenza di un Piano di utilizzazione agronomica aggiornato e l’individuazione dell’ente responsabile della verifica della conformità strutturale ai requisiti europei per gli allevamenti biologici. Il consigliere domanda inoltre se siano state effettuate visite ispettive preventive prima dell’avvio dell’attività e se la Regione intenda promuovere ulteriori verifiche tecniche e ambientali alla luce degli elementi emersi dopo l’entrata in funzione dell’impianto.