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Filippo Sacchetti Pd.“L’addizionale IRPEF è figlia di un Governo impreparato che cancella fondi già previsti”

“E’ un po’ come se un gruppo di persone andasse al bar a prendere il caffè tutti i giorni e lasciasse da pagare. Non un loro bar però, il bar di tutti, così che gli altri fossero poi costretti a indebitarsi per saldare il conto. Anzi, è proprio così: Elena Raffaelli, Jacopo Morrone, Matteo Salvini, Luigi Di Maio… si bevono il caffè a spese nostre e di tutti gli italiani tutti i giorni, scaricando sugli altri e le generazioni future”.

Sceglie la metafora il segretario provinciale del Pd Filippo Sacchetti per entrare nel merito dell’allineamento dell’addizionale IRPEF agli altri capoluoghi da parte del Comune di Rimini, “stiamo lavorando con determinazione a un emendamento per l’innalzamento della soglia di esenzione totale a 15.000 euro così da tenere in massima considerazione le fasce deboli e, sgravarne in toto, praticamente il 50% dei contribuenti. Nelle nostre politiche fiscali, a Rimini abbiamo sempre cercato la massima equità tra i cittadini”.

Quindi, va al soldo della questione: “Il dibattito riminese sull’addizionale Irpef rappresenta un perfetto esempio dei danni che può fare un governo non preparato e arrogante alla comunità e ai cittadini. Qui non si tratta solo di politiche inesistenti su opere pubbliche o di completa assenza di ogni azione per l’occupazione oppure di tagli selvaggi al welfare. No, nel caso di Rimini e di altri 95 capoluoghi italiani il governo centrale arriva addirittura a cancellare fondi già erogati. Mai vista una cosa del genere: quando poi le città si sollevano ecco cercare di metterci una pezza ma sempre con un retrogusto malizioso e strumentale”.

E incalza: “Le nuove convenzioni sul bando periferie sono trappole pronte a scattare sulle gambe dei territori. Questo costringe i Comuni a prendere decisioni anche difficili per realizzare investimenti necessari dopo le incredibili capriole romane di Lega e 5 Stelle.  La scelta di Rimini si spiega così. E allo stesso modo si spiega l’atteggiamento responsabile da parte del Pd: Rimini Nord ha bisogno di quelle opere per il suo presente e il suo futuro, così come non si può fare un passo indietro sulla protezione sociale. Sappiamo bene che sono scelte non facili ma l’alternativa era bloccare tutto”.

Sacchetti torna poi alle metafore (“Qui siamo alla battuta del film di Virzì ‘Il capitale umano’ : avete scommesso sulla rovina degli altri”,) e prosegue: “L’azione del parlamentare locale è spudorata quella di danneggiare il capoluogo,  perché è governato dal centrosinistra e perché non particolarmente gradito alla giunta riccionesi,  il cui livore sfiora la patologia politica. Riccione e Renata Tosi sono il motore di questa azione rancorosa, tutta imperniata sul danneggiamento di Rimini o della Provincia o di Santarcangelo o della Regione. Ma Riccione non può essere esempio per alcuna questione: investimenti strutturali fermi, promesse di colate di cemento vista mare e un livello di tassazione individuale il 30% superiore a quella di Rimini. La vicenda Rinini è in sintesi questa. Ed è una brutta e inedita pagina di cattiva politica, una serie di decisioni prese per danneggiare volutamente Comuni e cittadini per speculare poi elettoralmente. La nostra responsabilità è un’altra: non lasceremo alle nostre città in eredità un tappeto fucsia sdrucito che ci è costato mezzo milione di euro ma luoghi riqualificati e rigenerati. Nonostante un governo che taglia soldi già dati, nonostante parlamentari che interpretano il loro mandato nella chiave più deprimente possibile. Onorevole Raffaelli, se era così contraria all’addizionale perché se la è votata tra gli applausi a Roma?

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