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Forza Italia: “Bisogna tornare e insegnare il latino nelle scuole medie”

I senatori  di Forza Italia Antonio Barboni, Bernini, Caligiuri, Pagano, Papatheu  hanno presentato una interrogazione a risposta scritta al Ministro dell’Istruzione sulla possibilità di reintrodurre l’insegnamento della lingua latina nella scuola media inferiore.

Si legge nell”interrogazione:

Premesso che:

a partire dall’anno scolastico 1977/78 l’insegnamento della lingua latina nella scuola media italiana è stato abolito con legge n. 348 del 16 giugno 1977;

nel corso degli anni la padronanza della lingua latina ha garantito ad intere generazioni di studenti  di avere una preparazione più completa basata sulla conoscenza, sulla metodica di  studio e sull’ interpretazione semantica;

nel corso degli ultimi anni molte scuole stanno rivalutando l’introduzione di questa materia già dalla scuola secondaria di primo grado, riconoscendone l’importanza a livello formativo per gli studenti;

diversi studiosi continuano a sostenere che dal punto di vista metodologico la lingua latina non è solo una lingua antica ma innanzitutto è esercizio del pensiero, favorisce il miglioramento della conoscenza della lingua italiana, la formazione della personalità complessiva degli alunni e ne allena il senso critico;

rispetto alle perplessità degli studenti e di diversi genitori, lo studio della lingua latina dovrebbe essere non solo un’occasione di riflessione sulla lingua italiana ma soprattutto uno stimolo ad interpretare il mondo classico in chiave moderna, analizzando il pensiero degli antichi per comprendere meglio il confronto tra culture e i mutamenti culturali cui la nostra società va quotidianamente incontro;

recentemente il ministro dell’istruzione inglese, Gavin Williamson, ha comunicato che l’insegnamento della lingua latina verrà inserito in 40 scuole secondarie statali, per i ragazzi dagli 11 ai 16 anni a partire da settembre 2022 e  con un investimento di oltre  4 milioni di sterline da parte del governo, per contrastare la reputazione elitaria dello studio della lingua classica, innalzare gli standard scolastici e assicurare che tutti gli studenti abbiano accesso ad un curriculum ampio e ambizioso;

per sapere se:

il ministro in indirizzo voglia valutare la possibilità di reintrodurre l’insegnamento della lingua latina nelle scuole secondarie di primo grado, non solo alla luce delle sollecitazioni di diversi studiosi ma soprattutto riconoscendo il grande valore formativo di questa disciplina, funzionale al perfezionamento della comunicazione nella lingua italiana e alle competenze interpersonali, sociali e di cittadinanza, fondamentali per il percorso di crescita dei nostri studenti.

L’abbandono dell’insegnamento del latino, anche nelle scuole superiori, è una scelta di molto sistemi scolastici dell’Occidente. Scelta che fa molto discutere ovunque fino a essere rimessa in discussione, come nel caso dell’Inghilterra citato dall’interrogazione.

Maurizio Bettini, docente di filologia classica all”Università di Siena, fa però notare che l’Occidente si sta comportando all’opposto di quanto fanno Cina, India e la stragrande maggioranza dei paesi islamici: non certo realtà in declino, anzi quelle con cui l’Occidente sarà sempre più in competizione. Ebbene nella scuole della Cina si studia il mandarino, in quelle dei paesi mussulmani l’arabo classico, in India il sancrito è una delle lingue ufficiali della nazione. Eppure sono tutte “lingue morte” che nessuno parla e scrive più da secoli. Ma evidentemente in quei paesi, dove vivono quasi 5 miliardi di persone sui 7,3 che popolano la Terra, si ritiene di essere più competitivi continuando a formare le nuove generazioni sulle proprie “anticaglie”, mentre gran parte dell’Occidente le reputa ormai “inutili”.

(Nell’immagine in apertura: l’assassinio di Cicerone)

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