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Forza Italia contro divieto uso camini e stufe dal primo ottobre

Il Piano aria integrato regionale (Pair) 2020, approvato dalla Giunta regionale dell’Emilia Romagna e sostenuto con circa 300 milioni di euro di investimenti fino al 2020 prevede interventi che non riguardano solo la circolazione delle auto.

Dal primo ottobre 2018 e sino al 31 marzo 2018 vi è il divieto di utilizzo di camini aperti e stufe a bassa efficienza, alimentati a legna, nelle zone di pianura, quindi sotto i 300 metri, in abitazioni con sistema di riscaldamento multicombustibile.
I vecchi camini aperti o le stufe a legno di tempo fa con questo provvedimento sono fuori legge, con il rischio di sanzioni.

Contro questo provvedimento si è scagliata Forza Italia che con una nota afferma che “non si possono imporre, dall’oggi al domani, simili e repentini cambiamenti alle famiglie – dicono -. Qui parliamo dei tradizionali caminetti che tante famiglie hanno in casa, stufe a legna, per intenderci le cucine economiche “della nonna”, ma anche le stufe a pellet o a legna che vengono usate per riscaldarsi e che andranno sostituite con stufe certificate dal costo stimato di 4000 euro o anche più. Con il rischio di sanzioni nel caso non ci si dovesse adeguare. Tra l’altro la certificazione “a stelle” ci risulta essere piuttosto recente e c’è il rischio che anche impianti relativamente nuovi non siano stati ancora classificati pur essendo a norma. Chiediamo alla giunta regionale di rivedere con prontezza la decisione, eliminando l’obbligo per ciò che già esiste e limitando l’obbligo stesso solo alle nuove installazioni così come fatto, per esempio, per le automobili. Non ci sembra infatti che per le auto abbiano imposto la sostituzione in toto dei veicoli inquinanti e non capiamo perché si voglia procedere in questa direzione per stufe e camini e con tanta fretta. Andrebbe ripensata, tra l’altro, l’individuazione della soglia di altitudine perché le condizioni di ventilazione delle vallate, così come quelle nelle località marittime, sono decisamente più favorevoli che altrove. Richieste che saranno formalizzate a brevissimo alla Regione con apposita interrogazione viste anche le tante sollecitazioni che stanno arrivando, da più parti, da tanti Comuni giustamente preoccupati per questi nuovi obblighi a carico dei cittadini. Avremmo voluto un confronto preventivo che purtroppo non c’è stato. Adesso auspichiamo che la Regione voglia mettere il problema sul tavolo e aprire un dibattito per trovare soluzioni condivise. In assenza di questo procederemo anche ad una campagna capillare di sensibilizzazione con raccolta di firme”

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