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Anche i tifosi si sono espressi in merito alla scelta che a breve – già domani lunedi 1 agosto potrebbe esserci il pronunciamento – il sindaco Andrea Gnassi sarà chiamato a fare. Assegnare, ad una delle due cordate interessate, il futuro del calcio riminese.
Abbiamo nei giorni scorsi vissuto discusso e commentato intensamente come si è arrivati a questo bivio.

Adesso, forse, resta solo una cosa da fare, attendere la scelta.

Nel frattempo vi dico cosa farei io.
Premetto che invidio la posizione del Sindaco per tante cose ma, in questo caso, sono contento di non dover operare questa scelta in prima persona. Non mancheranno le polemiche, qualunque sia la decisione che sarà presa.
Ma veniamo a cosa sceglierei io e perché.
Ragione o sentimento, vado dicendo da qualche giorno. La ragione dei conti contro il coraggio, forse l’incoscienza, della passione e del sentimento.
Con la ragione conviviamo tutti i giorni, con la ragione e con l’ausilio del raziocinio facciamo le scelte quotidiane e organizziamo il nostro futuro.
Spesso capita, almeno a me è capitato, di pentirsi del non aver osato …
Se avessi accettato la sfida, se avessi osato di più, se avessi ragionato meno e patito un pò di più, adesso sarebbe diverso.
Non vorrei mai vedere il calcio riminese abbandonato da tutti – in una categoria oggettivamente avvilente per la nostra piazza – solo perché la ragione prevalse sul sentimento,  senza osare, facendo affidamento solamente sulle risorse “certe” in un momento difficile.
Io scelgo comunque il sentimento. Credo che seppure nel mondo irrazionale del tifo e della passione, i bilanci e i piani industriali vadano, oltre che presentati, rispettati!

Credo, d’altronde, che senza un pò di sana incoscienza, senza un pò di rischio e senza il brivido del “o la va o la spacca” non si può avere qualche cosa di importante.
Ho letto e riletto ciò che Grassi ha fatto sino ad oggi nel calcio; porterebbe a Rimini un calcio fatto di terzi tempi con le famiglie avvicinate all’ambiente – magari – dalla presenza di un figlio nel settore giovanile e con una prima squadra a fare da cornice al disegno.
Io, come ho già avuto modo di esprimere precedentemente, penso che mai come ora la Rimini delle tante scuole calcio e dei tanti settori giovanili, ha bisogno in primo luogo di una prima squadra in grado di rappresentare la città più in alto possibile.
A Rimini adesso manca il vertice della piramide. Non abbiamo il tempo per ripartire dall’ennesima base, in attesa che si completi un nuovo vertice.
Questo non significa che non reputo importante il settore giovanile, tutt’altro, lo reputo importantissimo se è a corredo di una una prima squadra in grado di motivare l’ambiente con orgoglio cittadino e senso di appartenenza.
La mia scelta dunque è fatta più con il cuore che col cervello. Scelgo gli umbro/riminesi all’alternativa corianese.
Se la scelta operata dal Sindaco dovesse pendere dal lato della ragione io non avrò nessun problema ad accettare Grassi come nuovo corso della Rimini calcio, sarò sempre e comunque al mio posto.
Non sarò mai contro i miei colori. Rispetto e apprezzo il lavoro e la serietà con cui si è cercato e si sta ancora cercando di dare un futuro al calcio riminese. Sarà il mio Rimini anche se fosse Eccellenza.
Forza Rimini, ora come non mai…

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