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Francesca Airaudo, vivere per il teatro da Shakespeare a Cevoli

Un amore nato da giovane. È quello che ha rapito la riccionese Francesca Airaudo per la recitazione. L’attrice, che attualmente fa parte della Compagnia Città Teatro di Riccione, è comparsa anche nella web serie “Romagnoli Dop”, che sta girando il “pataca” Paolo Cevoli . Ma come è cominciata questa passione?

Francesca Airaudo

Francesca, a che età ti sei innamorata della recitazione?

«A 17 anni con un gruppo di amici. Mettevamo in scena testi originali, poi ho frequentato il DAMS, due scuole di recitazione, diversi stage e seminari fino a che, insieme ai miei colleghi di allora, ho fondato la Compagnia del Serraglio di Riccione».

Come diceva Shakespeare: “La vita è un palcoscenico e le persone sono solo degli attori”… la vede così anche lei?

«Mai contraddire il maestro! Di certo la realtà supera di gran lunga la fantasia e il teatro non è altro che la rappresentazione della nostra vita attraverso la lente dell’arte».

A proposito del Bardo, che cosa rappresenta per lei il teatro?

«È il luogo in cui vivo quotidianamente, dove finiscono quasi tutte le mie energie, il posto dove mi sento più a mio agio e più a disagio. È semplicemente magnifico!».

Parliamo di un altro maestro (Shakespeare mi perdonerà), ovvero di Paolo Cevoli. Come è arrivata a lavorare insieme a lui nella sua web serie?

«Sono stata chiamata dall’APT, committente del progetto, e ho accettato subito con grande piacere».

Che esperienza è stata?

«Divertente, anche perché sul set c’erano diversi amici chiamati, come me, come testimonial della romagnolità. E poi incontrare Paolo è sempre uno spasso, siamo entrambi “Riccionesi Doc”».

Adesso, invece, a cosa sta lavorando?

«In questi giorni sto provando lo spettacolo  “Stal Mami Reloaded,  L’invenziòun ad Stal Mami”, una farsa underground in dialetto riminese da Liliano Faenza, prodotto dalla mia compagnia, Città Teatro, insieme alla Sagra Musicale Malatestiana del Comune di Rimini. Lo spettacolo andrà in scena il 20 e 21 luglio, nel cortile di Palazzo Ghetti a Rimini, nell’ambito della Festa del Borgo S. Giovanni. Si tratta di un omaggio alla più famosa e rappresentata commedia in dialetto riminese, Stal mami (“Queste mamme”), scritta nel 1939 da un Liliano Faenza diciassettenne, e al mondo borghigiano riminese degli anni ‘30».

Questa estate sarà impegnata in qualche tournée?

«Sì, ci sono le tournée estive dei nostri spettacoli, mentre da ottobre si riparte con la stagione di spettacoli e laboratori del Teatro Giustiniano Villa di San Clemente, che è diventata, ormai, da diversi anni, la nostra casa teatrale. Oltre a questo, il 22 e 23 giugno sarò ad Al Menu come conduttrice degli show cooking. È un evento al quale lavoro da Diversi anni con grandissimo gusto».

Nicola Luccarelli

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