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Francesco Cesarini presenta “Immagina Riccione” lista civica

Ci siamo. Con un gruppo di belle persone si parte per una nuova avventura: “Immagina Riccione”. Una lista civica che affiancherà l’omonima associazione attiva da più di un anno. Sabato 11 marzo alle 11:30 ci presentiamo al bar Zoe (vicino alla biblioteca) e spero di vedervi in tanti.

Alla vigilia un pensiero va a tutta la squadra di “Immagina Riccione”, che cresce ogni giorno, ma anche a tutti coloro, in modo indistinto, che in politica ci mettono la faccia e si spendono per la propria città in un momento così complicato e di complessiva sfiducia nella politica.

A sostegno di tutti coloro che con passione ci credono ancora, ho ripescato un ricordo scritto quest’estate, perchè nessuno ci dica mai “ma stabon”.
“L’altra mattina, mentre accompagnavo con il pulmino un gruppo di ragazzini, abbiamo visto un signore anziano che correva a bordo della strada, faceva footing.
Avrà avuto almeno settant’anni. Indossava una canottiera bianca e pantaloncini gialli, fisico esile, ossuto, braccia protese in avanti e visibilmente provato dallo sforzo. Rideva , forse era un ghigno di fatica. Il primo pensiero che mi è venuto è stato, devo ammetterlo: “Ma stabon, dove vuoi andare”.
Abbiamo proseguito fino alla spiaggia, ho scaricato i bambini e sono tornato indietro per il secondo giro. Venti minuti dopo, ho incrociato il vecchietto in senso contrario. Percorrendo la distanza a mente, ho calcolato che doveva aver fatto almeno tre chilometri, correndo.
E’ stato lì che ho pensato, invece: “Rispetto.”

L’ho superato e poi ho continuato ad immaginarmelo.
Mentre tornavo a casa pensavo che la vita, in fondo, è proprio una corda tesa fra un “ma stabon, dove vuoi andare” e il rispetto che riesci a guadagnarti con le tue azioni, lungo la strada.

E che quelli che le giudicano con superficialità, quelli che ti dicono o pensano “ma stabon”, sono spesso coloro che se ne stanno comodamente seduti in macchina, mentre tu ci provi, un passo alla volta con tutte le tue energie.

Che puoi anche essere un signore di settant’anni che corre in canottiera e in braghe gialle, in una torrida mattina d’estate, ma anche se ti dicono “ma stabon dove vuoi andare” l’importante è tirar dritto sereno, lungo la strada che hai scelto, senza sentirti ridicolo per chi tenta di sminuirti solo perché ci stai provando.
Perché tanto, indipendentemente dai chilometri che riuscirai a fare, ci sarà sempre qualcuno che ti prenderà per il culo, dal finestrino di un auto.
Ma alla fine l’unico rispetto che conta, quello che fa davvero la differenza, ciò che permette di andare avanti con il sorriso (si perchè rideva soddisfatto !), è solo il rispetto per se stessi.”

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