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FRANCESCO PEREZ, L’ULTIMO SALUTO DI UN AMICO

Caro Franco, oggi sono stato al tuo funerale.
Cosa vuoi che ti dica? Che mi dispiace? Certo che mi dispiace, anche se è un po’ di tempo che non ci si vedeva. Ricordo gli auguri su Facebook e qualche scambio di battute ogni tanto.

Quando muore una persona che conosci cerchi sempre di ricordare qualcosa…

Sai che non sono assiduo nella frequentazione delle chiese e così ho dovuto chiedere a don Giovanni (Tonelli, amico comune), dove si trova San Raffaele.
Ci siamo persi di vista, ma la tua dipartita mi ha fatto ripensare a periodi in cui, invece, ci si vedeva tutti i giorni.

Sì, tutti i giorni, a scuola, all’Istituto Tecnico dove, tutti e due, frequentavamo il “mitico” corso B di elettrotecnica. Una classe un po’ (molto in effetti), particolare. Una classe dove alcuni professori “illuminati” (tra questi Gabriele Bianchini, Romano Sanchini e la Prof. di italiano Bianca Sacchini e magari altri che non ricordo), nostri complici, ci davano la possibilità di discutere, di confrontarci sui motivi della vita e sulle varie “interpretazioni” che ognuno di noi ne dava…

E così capitava, che, spesso, le ore di lezione di questi professori, si trasformavano – invece che in lezioni di impianti o elettrotecnica o qualche altra materia tecnica – in lunghe discussioni di politica, di filosofia, sulle religioni e sulla vita in genere…

Io dalla mia, figiciotto comunista e tu, dalla tua, ciellino (se non ricordo male), ma, certamente, portatore di idee e esperienze legate alla chiesa e alla tua fede.

Il periodo si prestava – si era appena qualche anno dopo il ’68 – e anche l’età, quella in cui hai l’idea di fare qualcosa, assieme ad altri, per cambiare il mondo in meglio. E si iniziavano discussioni interminabili che magari proseguivano con il prof. della lezione successiva oppure il giorno dopo.

Ne parlavo proprio ieri con Gabriele (Bianchini) e con alcuni amici cui ho telefonato e che erano con noi in quella classe … Claudio Terenzi, Antonio Zaghini, Giuliano Cardellini, Giancarlo Torrasi…
Ma, Franco, ci pensi? Che ci facevamo noi due, lì, a studiare di energia, ampère, volt, sinudoidi, ecc…

L’ho saputo pensando a te ieri. Siamo stati messi insieme, in quella classe formidabile, noi due e gli altri, per discutere e ragionare partendo da idee e concezioni diverse, per avere oggi la possibilità di poter dire che in quel periodo ci si confrontava, si discuteva, e che ci si voleva bene. Ma, soprattutto, caro Franco, per rispettarsi nonostante la diversità delle vedute che ognuno di noi portava.
Ti prometto una cosa… Sono rimasto d’accordo con i nostri compagni di classe (cercheremo anche gli altri) e con i prof. di vederci subito dopo Ferragosto.Tu non potrai esserci ma sta sicuro, un brindisi in tuo ricordo non mancherà.

Ciao Franco, un caro saluto da un amico che, seppure non ci si vedeva spesso, ti ha voluto bene e che ti ammirava per le cose se facevi e che hai fatto.

Pietroneno Capitani

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