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Freaky Candy, regina del Burlesque

Silvia Capannini, in arte Freaky Candy è una perfomer riminese ormai nota a livello internazionale. Romana di origine romane, sulla riviera è diventata insegnante di Burlesque: un mondo che affascina sempre più donne. E che ci racconta in questa intervista.

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Silvia, che cos’è esattamente il Burlesque?

“Il Burlesque non è una danza, così come non è uno spogliarello finalizzato all’eccitazione di un pubblico maschile. Il Burlesque è un’arte performativa fatta dalle donne per le donne. È rivoluzione, è politica, è satira, è denuncia, è pura emozione, è poesia, è seduzione, è teasing (provocazione, ammiccamento n.d.r), è comunicazione ed interazione con il pubblico. Nonché una vera e propria filosofia di vita, che aiuta la donna a riscoprire se stessa, la propria femminilità, il proprio corpo, insegnandole ad amarlo, qualsiasi forma esso abbia. Il Burlesque porta la donna a riscoprire la propria forza e potenza, andando a smontare pezzo per pezzo tutte le limitazioni e le oppressioni sociali che secoli di società patriarcale hanno costruito sulle spalle del genere femminile. Il Burlesque è un’arte che, se approcciata da una giusta guida, sa cambiarti la vita. Con me lo ha fatto e lo fa tutt’ora, giorno per giorno… è per questo motivo che ho deciso di insegnare. Spero di poter dare alle donne che incrocio lungo la mia strada, la possibilità di riscoprirsi attraverso un’arte che è pura potenza e di vivere le stesse emozioni ed i stessi benefici che ha donato a me”.

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Cosa spinge una donna nel mondo del Burlesque?

“Molte, moltissime donne si avvicinano al Burlesque perché non si sentono più femminili o non si sono mai sentite femminili; altre lo fanno per un bisogno stridente di riacquisire sicurezza in se stesse. Altre ancora per ‘osare’, per gioco, per mettersi alla prova. In generale le donne si avvicinano a quest’Arte per loro stesse e non con lo scopo di rendere più felice il partner. Credo che questa sia la chiave di svolta per ognuna di loro. Bisogna prima imparare ad amare veramente se stesse per poter poi riuscire a donare di più al proprio amato o alla propria amata”.

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Lei perché ha iniziato? Da quando tempo pratica quest’arte?

“Il modo in cui io ho iniziato in realtà è abbastanza buffo. Erano anni che il Burlesque mi incuriosiva, ma ho sempre tenuto le debite distanze, sicura del fatto che se mi fossi avvicinata a quest’arte, mi avrebbe rapita. In effetti è proprio quello che è successo! Ero sul volo del viaggio di nozze e poche ore prima dell’atterraggio decisi di guardare il film ‘Burlesque’. Nonostante il film non rispecchi in nessun modo il reale mondo di quest’arte e nonostante sia una mera costruzione da grande schermo, piena di finzioni ed errori, in quel momento il tripudio di lustrini e piume mi fece brillare gli occhi e battere il cuore. Eravamo giusto in fase di atterraggio quando il film finì ed io guardai il mio novello sposo negli occhi ed indicando lo schermo davanti a me dissi: ‘Io quando torno faccio questo!’. Questa fu la scintilla che mi portò ad approcciarmi al Burlesque fin dal 2011”.

Freaky Candy pic by Martin Duerr-min

Tutti possono fare Burlesque, a qualsiasi età?

‘Assolutamente sì: tutti, a qualsiasi età e con qualsiasi fisicità! Per quel che riguarda invece il percorso professionale, in quel caso il discorso è un po’ diverso. Ad ogni modo credo che ogni donna nella vita dovrebbe provare almeno per una volta ad avvicinarsi a quest’arte, perché, sul serio, non mi stancherò mai di dirlo, può cambiarti la vita. Io lo vedo negli occhi, nelle movenze delle ragazze che seguo. Vedere come il Burlesque le rafforzi e le renda consapevoli e sicure, mi fa venire le lacrime agli occhi. Spesso mi è capitato di emozionarmi tanto nel vederle sbocciare”.

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Più o meno quante sono le donne che praticano Burlesque? Quante seguono i suoi corsi?

“Il Burlesque sta da anni fiorendo in Italia e sempre più donne si iscrivono ai corsi o ai workshop. Moltissime sono poi le richieste per i gruppi di addii al nubilato. Le classi di insegnamento possono variare a seconda dei periodi e città. Le mie classi sono generalmente di una decina di persone, ma mi è capitato anche di lavorare con gruppi da 30”.

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Perché negli ultimi anni il Burlesque è diventato così popolare?

“Per diversi fattori, credo. Sicuramente il recente fiorire di realtà solide nelle varie città italiane è stato un ottimo incentivo. Le performer professioniste, quelle che non solo insegnano ma che anche e soprattutto hanno fatto di quest’arte una professione, che girano il mondo e sono all’interno di quella che chiamiamo ‘Industry’, hanno negli anni saputo ‘educare’ il pubblico italiano a conoscere quest’arte. Nonostante sia ancora molto il lavoro da fare, gli spettacoli e le scuole professionali e tenute da professioniste del settore hanno dato la possibilità agli italiani di capire che non c’è nulla di scandaloso o di riprovevole nel Burlesque. Chiaramente c’è anche il rovescio della medaglia, che consiste nella nascita di scuole e di spettacoli costruiti senza grande competenza e sugli stereotipi di un’arte chiaramente non conosciuta; ma d’altronde questo capita in ogni settore lavorativo. Quello che consiglio sempre alle persone che mi chiedono indicazioni è di andare sempre a controllare i curriculum prima di affidarsi a qualcuno. Come vi dicevo è un percorso molto personale e delicato e se affrontato nella maniera sbagliata può creare dei seri danni, soprattutto nell’autostima e nella sicurezza della allieve”.

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Molti pensano che il Burlesque sia solo uno spogliarello. E invece?

“Lo spogliarello è un’arte affascinante e meritevole di enorme rispetto, ma non è tuttavia il fulcro del Burlesque. Il Burlesque, come accennavo prima, è un atto politico, rivoluzionario innanzitutto. Lo striptease, la danza, il circo, il teatro sono tutti elementi che lo compongono, ma il vero centro è altro. La donna sale sul palco e fa quello che la società da secoli considera scandaloso e vietato: spogliarsi. La rivoluzione è il punto. Rottura degli schemi, femminismo, l’uso della seduzione e della provocazione come mezzo di rivoluzione, c’è un vero e proprio mondo dietro le nostre piume ed i nostri lustrini e gli sguardi ammiccanti”.

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Come si fa a diventare la Regina del Burlesque, a diventare Freaky Candy?

“Dovrei scrivere un libro per rispondere a questa domanda. Potrei dirvi quale sia il segreto del mio successo o dei miei spettacoli, ma sarebbe poco utile. E comunque un velo di mistero va mantenuto, nel Burlesque così come nella magia. E il Burlesque è magia! Nessuno può diventare Freaky Candy o un’altra performer. Ognuno deve scoprire se stesso e dare respiro al proprio talento. Non si può essere la copia stropicciata di qualcuno. Bisogna dare vita alla propria persona nel senso artistico del termine, crearsi il proprio percorso. Il Burlesque è una strada in salita, difficile, fatta di grandi emozioni e soddisfazioni, così come di sacrifici, sangue ed a volte anche lacrime; un percorso interiore profondo, che necessita di una infinità umiltà, difficile da riassumere in poche righe”.

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Anche le sue allieve hanno un nome d’arte?

“Le più esperte hanno già dei nomi d’arte, mentre le ragazze alle prime armi stanno iniziano a creare i loro alter ego proprio adesso”.

Freaky_Candy_pic by Marco Felix

Sta preparando qualche spettacolo in questo momento?

“Il 18 Gennaio debutterò a Malta con il mio nuovo act. Sono molto emozionata, poiché in questi ultimi anni tra viaggi in giro per il mondo e le attività a Rimini e Riccione ho avuto poco tempo a disposizione per Freaky. Portare finalmente sul palco questo numero è per me una immensa gioia! Sarà un numero in pieno stile Freaky Candy, pieno di sorprese, una profonda sensualità e delle grandi risate. Nel frattempo sto creando nuove cose, per me e per le ragazze che seguo; ho in ballo diverse collaborazioni in Italia e in America, ma ancora non è il momento di rivelarvi questi segreti”.
Se volete saperne di più su Freaky Candy, sul Burlesque e la sua scuola, visitate il sito: www.freakycandyburlesque.com; cuoreburlesque.wixsite.com/rimini.

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Nicola Luccarelli

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