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Frusta e picchia il figlio disabile: “Non sai imparare il Corano in arabo”

Frustate con le fascette stringicavi o con i cavi dei caricabatterie e minacce continue oltre che offese anche pesanti. “Gli altri bimbi sono migliori di te, che se un incapace”. Un quarantaseienne di origine senegalese ma residente in Provincia di Rimini è stato rinviato a giudizio dal Tribunale di Rimini su richiesta del pm Davide Ercolani e del gup Benedetta Vitolo per maltrattato e picchiato il figlio ora dodidcenne dal 2012 al 2022. Il quarantaseienne era stato denunciato dai servizi sociali e dalla scuola a cui era iscritto e la Procura ha proceduto d’ufficio.

Dalle indagini degli inquirenti è emerso che l’uomo avrebbe picchiato e offeso per anni il piccolo, anche con minacce indicibili: ““Mia madre mi dava le bastonate e mi lasciava i segni”. E ancora “Il segno sul corpo andava via ma in testa rimaneva ed io imparavo”. In particolare il padre avrebbe mostrato insofferenza alla fatica provata dal figlio nello studio in lingua araba del Corano, lingua che per altro non era neppure parlata in famiglia.

A rendere ancora più cruento il quadro la disabilità del figlio al 100%. Il dodiceenne è affetto da “piede torto congenito sinistro con ipotrofia artuale e ipocausia percettiva bilaterale”.

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