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In fuga dalla partita Iva, per creativi e comunicatori anche a Rimini c’è Doc Servizi

“Doc Servizi”. Si chiama così l’impresa cooperativa che, da 30 anni, cerca di tutelare tutti quei professionisti che fanno parte del mondo dello spettacolo, dell’arte, della comunicazione e dell’industria culturale e creativa. Questa cooperativa opera a livello nazionale, sono infatti 32 le filiali, dal Trentino alla Sicilia, e anche Rimini ha la sua, aperta nel maggio del 2004.

Per capire meglio che cos’è Doc Servizi, abbiamo rivolto qualche domanda al suo Presidente e Socio Fondatore, Demetrio Chiappa.

Demetrio Chiappa

Presidente, quali servizi offrite?

«Sviluppiamo reti e piattaforme collaborative che consentono di esaltare l’apporto umano, fondamento dell’arte e della cultura. Inoltre, forniamo servizi professionali di gestione e promozione del lavoro creativo e tecnico in un giusto equilibrio tra tecnologia, innovazione, sicurezza ed efficienza. Ci impegniamo a sostenere la legalità per far sì che il lavoro di ciascuno sia riconosciuto nel suo valore».

Come si diventa soci?

«Doc Servizi costa 120 euro all’anno di iscrizione. Il primo anno, per diventare soci, si deve versare la quota di iscrizione di 30 euro e una quota di capitale sociale di 51,60 euro, che viene restituita se si fanno le dimissioni da socio. È una sorta di deposito, come avviene in tutte le cooperative».

Come vengono inquadrati i professionisti che si rivolgono a voi?

«Inquadrati in cooperativa come dipendenti possono svolgere in completa autonomia la propria professione, ma godendo delle tutele e diritti dei lavoratori dipendenti. Organizziamo strumenti per agevolare la loro attività professionale. Dalla contrattualistica, al recupero crediti fino all’incasso dei compensi. I nostri soci sono accompagnati con la certezza del buon fine della loro attività, ed i clienti trovano servizi di alta qualità su tutti i settori artistici, creativi e culturali. Il tutto garantendo sempre lavoro in piena regola, perché non si può chiamare lavoro senza formazione, legalità e sicurezza. È questa è la nostra missione».

Quali vantaggi si possono avere, nel concreto, diventando soci di Doc Servizi?

«Come ho detto prima, di tutte le tutele del lavoro dipendente. Si può godere del versamento ai fini pensionistici, contributi minori che coprono maternità, disoccupazione, congedi parentali e assegni parentali. Si è iscritti all’Inail per l’assicurazione sul lavoro, perché tutti i dipendenti devono essere iscritti per legge. E poi si ha la busta paga, si possono anche recuperare una serie di costi a cui il lavoratore va incontro per poter svolgere la sua attività. Se deve comprare un certo tipo di attrezzatura, può farlo e noi portiamo in detrazione il costo è recuperiamo l’iva».

Da quanti soci è composta Doc Servizi?

«8000 sono i soci distribuiti in tutte le realtà Doc, dedicate a settori specifici. C’è Doc Creativity, dove trovano casa creativi, maker, designer; Hypernova, per i softwaristi e tecnici informatici; Doc Educational, per gli insegnanti e i professionisti della formazione; Doc Crew, la più grande rete di tecnici professionisti nel settore dello spettacolo e Doc Visioni, per i fotografi e videomaker, solo per citarne alcune».

A Rimini, quanti soci avete?

«Sono 1300 i soci che si sono rivolti alla filiale di Rimini da quanto è aperta. Oggi, gestisce 1000».

State lavorando a qualche altra iniziativa per rendere la vita un po’ più semplice a chi lavora?

«Doc è un’officina in costante mutamento. Stiamo costituendo anche una cooperativa i giornalisti, uffici stampa e comunicatori, spesso schiacciati dalla partita iva. Abbiamo creato Doc Press per mettere in rete tutte queste figure, in modo che possano trovare, oltre ai vantaggi fiscali e servizi condivisi, più diritti, tutele e, soprattutto, nuove possibilità lavorative».

Nicola Luccarelli

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